Alcamo, tassa rifiuti su autosaloni. Allarme in consiglio comunale: “Buco in bilancio” (VIDEO)

La storia infinita dell’applicazione della tassa sui rifiuti anche nelle aree scoperte degli autosaloni ad Alcamo. Nonostante quella che appare una sempre più evidente soccombenza giudiziaria per il Comune, ancora oggi il municipio continua ad opporsi  tanto che la querelle è finita addirittura in cassazione. Dopo aver perso il primo grado e l’appello, l’ente locale ora si appresta al definitivo grado di giudizio.

Un’annosa vicenda che è stata rispolverata ieri sera in consiglio comunale con due dei tre debiti fuori bilancio approdati in aula. Il consiglio, considerato che ancora si aspetta il pronunciamento della Cassazione, è stato in questa fase chiamato a riconoscere i debiti maturati per le spese legali da rifondere al ricorrente. Un po’ tutto il consiglio ha espresso delle perplessità rispetto al modus operandi degli uffici che hanno continuato a proporre ricorso:

La querelle verte proprio sul fatto che il Comune continua a tassare anche le aree scoperte degli autosaloni, mentre al contrario gli imprenditori hanno evidenziato che questa aree non producono rifiuti in quanto utilizzate solo per esporre i veicoli in vendita. Oltretutto si rischia seriamente di creare un buco in bilancio dal momento che questa parte di tassa continua ogni anno ad essere inserita all’interno del Pef, il piano economico finanziario, e dunque considerate entrate certe.

Primo debito riconosciuto, non il secondo che era analogo per una pregiudiziale posta in quanto l’istruttoria presentata dagli uffici è stata considerata carente. Anche ilo terzo debito è stato stoppato, anche se riguardava altra materia, ed anche in questo caso per una carenza di documentazioni allegate.

Ad essere saltato anche il nuovo regolamento sulla raccolta differenziata che contempla una serie di misure premiali per i cittadini che smaltiscono correttamente, oppure le modalità di smaltimento dell’amianto, del compostaggio ed altro ancora in materia di rifiuti. Sono stati evidenziati degli articoli in contrasto con norme e altri regolamenti, quindi è stato deciso, non senza polemiche, di rinviare il resto all’ufficio competente.

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