Alcamo-Monte Bonifato tra ritardi e inefficienze

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Il primo cartello che si incontra è quello che segnala il pericolo di caduta alberi. E’ posto accanto alla barra alzata posta all’ingresso della strada che dovrebbe condurre, attraverso la pineta, in cima al Monte Bonifato. Poi un’altra barra ancora questa volta abbassata che non consente di proseguire in auto lungo il vialone che porta alla Torre e alla chiesetta della Madonna dell’Alto. Due barre ovvero la metafora dello stato di abbandono in cui versa il monte Bonifato ancora una volta sotto attacco dei killer della Natura che appiccano il fuoco per distruggere ciò che resta della macchia mediterranea e alberi. Il rombo dei motori dei Canadair per tutto il pomeriggio di ieri e gli arerei stamane sono tornati alla carica con i getti d’acqua. Reazioni giustamente sdegnate. Unanime condanna dei piromani che riescono sempre a farla franca. La salvaguardia del bosco sul monte Bonifato, compresa la Riserva, rimane sul campo delle pie intenzioni, nonostante la mobilitazione di associazioni, scuole e semplici cittadini. Per la tutela e quindi per prevenire incendi si muove da tempo Fare Ambiente di Alcamo per salvaguardare le aree di proprietà del Comune, oltre 100 ettari sul monte Bonifato, all’interno dei quali si trova la moribonda Riserva. Da tempo opera l’associazione “Salviamo il Bonifato”. Per la prevenzione degli incendi e per la gestione del bosco occorre individuare enti che abbiano competenza e professionalità. E questo Ente è stato individuato nella Forestale, (senza oneri a carico del Comune), da Fare Ambiente. E’ d’accordo la Regione mentre da tempo quattro consiglieri comunali di Sicilia democratica: Marianna Vario, Gaspare Coppola, Antonio Fundarò e Giuseppe Stabile chiedono la convocazione del consiglio dopo il via libera allo schema convenzione con la Forestale dall’assessorato regionale all’Agricoltura. Convenzione, presentata al Comune di Alcamo lo scorso 11 giugno e sulla quale aveva dato il suo assenso, ma poi sono arrivate le dimissioni,l’ex sindaco Sebastiano Bonventre. I quattro consiglieri hanno chiesto una urgente riunione del Consiglio comunale di Alcamo per approvare la convenzione. Superato tale atto il giorno dopo possono iniziare i lavori all’interno dell’area: realizzazione dei viali parafuoco, pulizia, piantumazione di alberi etc. “La fattibilità della convenzione – dice Francesca De Luca, presidente di FareAmbiente Alcamo – è prevista dalla legge così come gli interventi a salvaguardia di tutta l’area, Riserva compresa, nel rispetto del regolamento della Riserva stessa”. Ma da oltre un mese e mezzo la richiesta giace tra le scartoffie della politica locale mentre il Bonifato Brucia. Occorrerebbe fare presto ma dalla politica e consiglio comunale ancora nessuna risposta mentre monta la protesta nei confronti dell’ex provincia regionale che ha vietato l’ingresso nel bosco per il pericolo di crolli di rami. Stop dunque ai pellegrinaggi alla Madonna dell’Alto e a rischio la tradizionale festa dell’8 settembre tanto che con una petizione, promossa dalla chiesa e associazioni ambientaliste, sono state già raccolte oltre 5 mila firme, per sistemare riaprire gli accessi. Con la convenzione con la Forestale tutti questi problemi da tempo non esisterebbero più.