Alcamo Marina, liquami accanto all’ex Petrolgas. Chiesti interventi

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E’ l’ennesimo esempio del degrado di Alcamo Marina, località martoriata da migliaia di abitazioni, realizzate senza concessione edilizia nel periodo a cavallo della fine degli anni ’60 e ’90. Dove vanno a finire gli scarichi delle case di villeggiatura? Quante sono dotate di fosse Imhoff? Rigagnoli nauseabondi spuntano spesso nelle stradelle. L’ ultimo in prossimità dell’ex Petrolgas, dove da oltre sei mesi sono iniziati i lavori per realizzare un complesso alberghiero, destinato a cambiare il volto e quindi risanare un’area di quasi 9 mila metri quadrati e di contribuire al rilancio turistico di Alcamo Marina. Ma già è scattato un primo allarme di inquinamento ambientale. Infatti acqua putrida e liquami attraversano la strada (via Orione). In passato gli abitanti hanno presentato esposti e segnalazioni, ma senza ottenere alcun risultato. Ora scende in campo anche la società che sta realizzando l’albergo, investendo diversi milioni di euro, perché teme che questo stato di cose non si concilia con un’importante struttura ricettiva. Insomma i turisti e il personale del nuovo albergo dovrebbero convivere con un lezzo nauseabondo. Del problema investiranno l’Arpa e il Comune, che ha assicurato controlli, per cercare di individuare le cause che hanno prodotto lo sversamento e nella strada dove si è formato un piccolo laghetto, che va bonificato. I problemi di scarichi a cielo aperto vanno avanti da decenni. In molte occasioni i sottopassaggi sono stati ricoperti da una coltre di melma provocando proteste. Una quindicina di anni fa la polizia municipale di Alcamo denunciò un centinaio di persone che avevano le case di villeggiatura vicino alle sponde di quello che era il torrente Placati, che sfociava in prossimità dell’ex casermetta dove è avvenuta la strage di due carabinieri. Si scoprì che molti avevano praticato un foro nelle cucine e nei bagni e attraverso tubi scaricavano sul letto del piccolo torrente. Stessa cosa in tante altre zone di una località che in estate ospita oltre 15 mila persone e che è priva di fognature, la cui realizzazione resta nel campo delle pie intenzioni nonostante le promesse ad ogni campagna elettorale. Un equilibrio ambientale molto precario come dimostra anche la frana che interessò una collina. Frana provocata dalle abbondanti piogge con cause civili e penali che vanno avanti da oltre 10 anni. Intanto proseguono i lavori per realizzare l’albergo, che, secondo il progetto sarà ultimato nella primavera del 2021. Un complesso alberghiero di due piani con 46 camere e capace di ospitare 125 persone. Nella stessa struttura funzionerà un centro benessere, per dare a tutti la possibilità di frequentarlo tutto l’anno, una sala congressi, due ristoranti, una sala ricevimenti e una piscina. Darà lavoro nei vari turni a 32 persone. La spesa prevista è di oltre 4 milioni di euro, la metà dei quali concessi con fondi pubblici. “L’albergo è destinato – dice Giuseppe Tagliavia- socio e amministratore della società –a diventare il volano per altri investimenti ad Alcamo Marina, dove gli operatori puntano sul turismo, grazie anche a due vicini aeroporti, due porti e stazioni ferroviarie”. Nonostante la crisi dell’aeroporto di Birgi, Giuseppe Tagliavia, che da 17 anni dirige “La Battigia”, realizzato quasi sul mare, sostiene: “Di non avere subito alcun calo di presenze, anzi le richieste sono in aumento e la stagione 2019 ha fatto registrare un vero record. Per quanto riguarda lo sversamento di liquami accanto all’ex Petrolgas abbiamo avuto diverse adesioni all’esposto che presenteremo all’Arpa e assicurazioni di controlli della polizia municipale”. E in tema di infrastrutture ricettive ad Alcamo Marina da decenni è in abbandono l’ex Motel Beach, realizzato dalla mafia negli anni ’60, messo in vendita dalla famiglia degli eredi di Vincenzo e Filippo Rimi. Il consiglio comunale ha approvato lo schema di massima del Piano regolatore proponendo delle determinazioni tra le quali l’abbattimento della cadente struttura di contrada Canalotto e creare attrezzature pubbliche. Oggi l’area è destinata a struttura socio assistenziale. Per l’ex Sicilmarmi da oltre venti anni destinata a zona turistico-ricettiva, Il consiglio vuole creare nell’area attrezzature di interesse comune. Ma se qualche privato si fa avanti per realizzare un albergo ancora lo può fare