Alcamo Marina-La “collina del disonore”, chiesto sopralluogo nell’area della nuova frana

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Un nuovo sopralluogo sulla collina di Alcamo Marina dove a causa delle forti piogge dello scorso 22 gennaio si sono verificati ulteriori smottamenti tanto da indurre la Protezione civile ad emettere nuove ordinanze di divieto di abitabilità per tre abitazioni, che si trovano nei pressi della “Collina del disonore” a monte della strada statale 187 di fronte alla Tonnara. La richiesta del sopralluogo è stata sollecitata dalla Polizia municipale di Alcamo al Comando dei vigili del fuoco per verificare lo stato dei luoghi ed eventualmente stabilire, dopo le relazioni e gli accertamenti, se è possibile revocare le tre ordinanze oppure  se sarà necessario emetterne altre per vietare l’uso di abitazioni, usate come case di villeggiatura. Le tre recenti ordinanze vanno ad aggiungersi alle dieci, emesse nel 2009 e ancora in vigore che proibiscono, almeno sulla carta, anche ai proprietari di potere utilizzare i propri villini, realizzati con regolari licenze edilizie. Lo smottamento è figlio dell’abusivismo selvaggio che ha irrimediabilmente deturpato un dei più suggestivi angoli del Golfo di Castellammare. Intanto le persone, con le case in regola, che non possono utilizzarle cercano invano dal 2009 di ottenere quella giustizia che ancora non arriva. Anzi i tempi sembrano destinati ad allungarsi. Già i difensori delle parti lese, nell’udienza tenutasi nei primi giorni di gennaio, hanno chiesto di andare a sentenza sollecitando il risarcimento dei danni. Il giudice ha rinviato ogni decisione al prossimo 21 marzo perché gli avvocati di due proprietari,  con abitazioni sulla collina, hanno prodotto nuove documentazioni alla luce di quanto successo per le abbondanti piogge di domenica 22 gennaio 2017. Sarebbe  emersa dal terriccio franato una conduttura per il deflusso delle acque, che non avrebbe realizzato il Comune. E anche alcuni rivoli che farebbero pensare ad una falda acquifera. Numeroso il collegio difensivo e dei periti. Il Comune, per questa vicenda risalente al febbraio 2009, è stato denunciato dalle parti lese per i mancati controlli sul territorio, che hanno favorito l’abusivismo edilizio. Lo stesso Piano regolatore, quando è stato approvato prevedeva, il risanamento di Alcamo Marina, mai avviato. E mentre le parti lese continuano a chiedere una giustizia che non arriva resta da sciogliere un importantissimo interrogativo: “Chi deve mettere in sicurezza il costone? E chi deve pagare per i danni, inflitti al territorio e alle persone?