Alcamo, mafia e droga: finisce in carcere Presti, guai anche per Lauria e Di Giovanni

Finisce dietro le sbarre l’alcamese Domenico Presti, 37 anni, pregiudicato, al termine di una complessa indagine portata avanti dal commissariato cittadino. Nei guai anche Giuseppe Di Giovanni, 32 anni, e la compagna Alida Lauria, 44, entrambi alcamesi, finiti nel calderone della stessa operazione antimafia “Freezer” scattata nel febbraio scorso: per entrambi c’è un avviso di conclusione delle indagine che generalmente prelude al rinvio a giudizio. Sui tre si sono accessi i riflettori degli inquirenti nell’ambito del sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti scaturito da questa operazione antimafia: gli agenti trovarono nell’abitazione di Alcamo marina nella disponibilità di Di Giovanni ben 13 chili tra hashish e marijuana. Alla luce delle risultanze investigative emerse nel seguito delle indagini fu chiuso il cerchio proprio su Di Giovanni a cui carico c’è l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Quest’ultimo oltretutto è considerato giovane rampollo mafioso, nonché uomo di fiducia del ghota della famiglia Melodia. La Lauria, figlia del noto medico Baldassare, già senatore della Repubblica, era stata incastrata in quanto fermata e trovata in possesso di una modica quantità di cocaina. Agli inquirenti avrebbe però fornito un versione dei fatti falsa al preciso scopo di proteggere il suo fornitore, che secondo le risultanze investigative sarebbe stato Lo Presti. La polizia ritiene che quest’ultimo era il fornitore di cocaina in occasioni di numerose cessioni, tutte in favore del medico, alcune delle quali venivano consumate quando già si trovava sottoposto alla misura cautelare personale degli arresti domiciliare per analoghi reati. Proprio per questo motivo, aggravandosi la sua posizione, nei confronti di Lo Presti è stato spiccato il provvedimento di arresto su disposizione della Corte d’Appello di Palermo.