Alcamo, licenziato con preavviso: il dirigente lo nomina responsabile della Protezione civile

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Licenziato con preavviso, dall’1 aprile on siederà più dietro le scrivanie del suo ufficio al Comune di Alcamo eppure viene riconfermato come responsabile della Protezione civile. La storia è quella del funzionario Vittorio Sessa, 65 anni, si cui pende un licenziamento stabilito dall’ufficio procedimenti disciplinari per essersi assentato senza alcuna giustificazione a cavallo dei giorni di Ferragosto. All’epoca ricopriva anche il ruolo più importante di responsabile del Suap, sportello unico delle attività produttive, e proprio per questo suo ruolo delicato fu quasi casualmente scoperto a non essere sul posto di lavoro. A dargli l’incarico di responsabile della Protezione civile, cosa che potrebbe un pò stridere considerando il grave provvedimento che è stato preso nei suoi confronti che quantomeno instilla un dubbio più che altro di opportunità, è stato il dirigente della Direzione 2 Venerando Russo (nella foto). L’alto burocrate però sostiene di avere avuto le mani legate: “Allo stato Vittorio Sessa – evidenzia – è un impiegato del Comune che quindi percepisce regolarmente uno stipendio, almeno sino a che non cesserà il periodo di preavviso. Nelle more non posso sicuramente tenere un dipendente non lasciandogli fare nulla. Rischierei una denuncia per danno erariale alla Corte dei conti, perchè comunque non lo utilizzerei nonostante sia pagato. Non solo: potrei anche essere accusato dal funzionario stesso di mobbing. Se poi tale decisione non dovesse essere considerata opportuna dall’amministrazione ne prenderò atto e si faranno gli atti consequenziali senza alcun problema”. L’assenza di Sessa fu scoperta quasi per caso in quel periodo e tutto nacque dalle rimostranze di un cittadino per una determinata pratica. Il funzionario fu cercato all’interno dell’ufficio, lui contattato telefonicamente ad un collega disse di essere in ferie ma in realtà si scoprì che mai nessuno lo autorizzò. Ascoltato in contradditorio attraverso il suo legale, il 65enne evidenziò che il 13 e 14 agosto si era assentato per un infortunio refertato all’ospedale ma che mai fu trasmesso al Comune; il successivo 16 agosto sostenne invece di essere in ferie ma l’istanza la inviò al suo dirigente solo nel pomeriggio inoltrato, quando cioè l’orario di lavoro si era concluso. L’ufficio procedimenti disciplinari ha analizzato a fondo il caso andando a effettuare un approfondito studio soprattutto sui precedenti e su quanto consolidato a livello giurisprudenziale. Sarebbe emerso che anzitutto il certificato non accennava ad alcuna “interdizione dal lavoro” e priva di effettiva prognosi clinica. Riguardo poi all’assenza del 16 agosto viene contestato che è stata richiesta quando oramai gli uffici erano chiusi e rigettata oltretutto dal dirigente a capo dell’ufficio proprio perchè tardiva. Sulla base di queste condizioni l’ufficio ha evidenziato la necessità dell’applicazione del licenziamento.