Alcamo, la moda delle rotonde fuori-asse. “Non c’è spazio per costruirle bene”

Ad Alcamo le rotatorie vanno di moda. Diverse amministrazioni che si sono succedute nel tempo hanno pensato via via di rimpiazzare vecchi bivi e crocevia con il look più moderno e circolare delle isole rotazionali di conduzione del traffico, molto frequenti nelle metropoli. Ad Alcamo però, a differenza del resto del Paese, le rotatorie hanno una caratteristica totalmente inedita — e cioè quella di non trovarsi al centro della carreggiata come dovrebbe essere, ma di lato. Talvolta talmente tanto di lato, che risulta particolarmente difficile per i conducenti ricordarsi di dover virare tutto sulla destra per girare intorno ad una piazzetta totalmente distaccata rispetto alla carreggiata che si stava percorrendo. Un classico esempio è quello tra l’istituto Navarra e l’ITET Caruso – una pseudo-rotatoria che devia il traffico proveniente da piazza vittime di Nassiriya verso la via Kennedy in modo assolutamente innaturale dato che la carreggiata è del tutto svincolata dall’isola rotazionale, e verrebbe dunque da tirare dritto.
Altro esempio è quella di fronte il Crystal Bar in via Bambina — anche in questo caso l’isola è troppo rimossa rispetto al traffico che proviene dalla via Ugo Foscolo e si vuole immettere nella via Spirito Santo.
Totalmente rimossa dalla carreggiata principale è anche il caso eclatante della rotatoria della SP55 — che però non si trova per niente sulla SP 55 ma sull’adiacente via san Leonardo. Le vetture che dalla strada provinciale potrebbero tranquillamente proseguire verso la via Spirito Santo, devono invece ricordarsi di sterzare a destra. E se si ricordano di farlo, non è certo grazie ai segnali di circolazione, ma forse proprio allo Spirito Santo che è nomen omen di quella via. Anche l’Amministrazione Surdi alimenta questa lunga florida tradizione alcamese di rotonde fuoriéasse. Quella in fase di costruzione in questi giorni sulla SS113 sfiora appena l’arteria stradale che intende regolare. Più che una rotatoria si tratta di una piazzetta ricalcata sulla vecchia struttura del bivio che la precedette.
Invece di snellire il traffico il rischio è quello di confonderlo e spiazzarlo, incluso quello di provocare incidenti.
Uno dei motivi per cui si continua a progettare le rotatorie in questo modo sembra essere legato al fatto che, costruite al centro della carreggiate, le isole rotazionali toglierebbero lo spazio necessario a tir e mezzi pesanti per manovrare dato che le strade non sono sufficientemente larghe in paese. Un buon motivo forse per riconsiderare l’effettivo vantaggio di adottare lo strumento delle rotatorie ad Alcamo — a tutti i costi e con tutti i rischi.