Alcamo, la grande tela dell’Assunta da oggi illuminata in chiesa Madre

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Un percorso iniziato quasi un anno fa: quello di dare antico splendore ad una grande tela, 24 metri quadrati, collocata nell’abside di una tra le più belle basiliche siciliane. La basilica è quella di Maria Assunta di Alcamo, elevata a tale ruolo nel 1969 da Paolo VI. La grande tela raffigura l’Assunzione della Vergine, attribuita al pittore fiammingo, vissuto nel ‘500, Frans Van de Kasteele, detto Francesco del Castello. Da alcuni giorni gli alcamesi e non solo possono ammirarla anche la sera. Infatti sono entrati in funzione i quattro proiettori acquistati con fondi dei soci del Rotary club e naturalmente con quelli della stessa chiesa, grazie all’impegno del parroco: monsignor Aldo Giordano. Si è dunque completato un percorso iniziato da Antonino Di Lorenzo, past president del Rotary di Alcamo per l’anno rotariano 2017-2018. La Basilica, che gli alcamesi chiamano Chiesa Madre, a tre navate, è un vero e proprio gioiello grazie alle opere d’arte in essa contenute tra le quali quelle realizzate da Antonello Gagini, ai 33 affreschi di Gugliemo Borremans, alle lavorazioni del marmo, fatte nei secoli dalle maestranze alcamesi e nel 1994 si è aggiunta la cappella dedicata a don Giuseppe Rizzo, fondatore dell’omonima banca alcamese. Cappella sponsorizzata dalla banca su progetto del famoso architetto Paolo Portoghesi che racconta il rapporto tra terra e cielo, fatto di lavoro e quindi di fatica. E dal 2010 l’ex oratorio Santissimo Sacramento, annesso alla Basilica ospita il Museo di arte sacra dove sono contenute complessivamente circa 150 opere tra pittoriche, scultoree e di orificeria che vanno dal XV° al XIX° secolo, raccolte nel tempo dall’allora arciprete Vincenzo Regina, storico e autore di decine di libri sulla storia dei costumi e arte di Alcamo. Cinque cappelle nella navata sinistra, sei a destra, sei vicine all’abside ospitano opere d’arte come la statua di santa Lucia, il Trittico della Madonna, il sarcofago che contiene Giovannello de Ballis. “Il prossimo restauro – dice don Aldo Giordano – riguarderà l’affresco di Mosè e il serpente, che sui trova nella cappella del Sacro Cuore, ed è un’opera della seconda metà dell’’800. Quattro proiettori la cui luce fa risaltare anche di sera la tela dell’Assunzione della Vergine, il cui restauro venne completato nel giugno dello scorso anno. “L’installazione dei quattro proiettori – dice Antonino Di Lorenzo -intervento viene a completare, esaltandone i risultati, il restauro eseguito dalla restauratrice alcamese Carla Benenati, sotto la vigilanza della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Trapani. Si è trattato di un’operazione di restauro davvero impegnativa, anche in considerazione delle imponenti dimensioni dell’opera pittorica”. L’esecuzione dei lavori di restauro, durata circa tre mesi, è stata possibile grazie all’interessamento del Rotary Club Alcamo, in particolare del suo presidente per l’anno rotariano 2017-2018, Antonino Di Lorenzo, ma soprattutto grazie alla sponsorizzazione dell’azienda Sicilgesso ed alla sensibilità dell’ ingegner Marzio Bresciani, che la dirige e che ha sostenuto l’intero impegno finanziario. Ora anche la collocazione dei proiettori come atto finale. Da oltre sei mesi è illuminata la cupola grazie ad un altro intervento dei privati in questo caso quello dei titolari dell’Hotel Centrale.