Alcamo-Infiltrazioni d’acqua al cimitero: “Pericoli igienico-sanitari”

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La necessità di una modifica dello strumento pianificatorio del regolamento al fine di consentire la realizzazione di edifici funerari in elevazione piuttosto che in fossa. E’ una frase contenuta nella lettera che ieri il commissario straordinario del Comune di Alcamo ha inviato all’ingegnere Enza Parrino, dirigente del settore Servizi tecnici.  La delicata quanto esplosiva vicenda riguarda il nuovo cimitero Santissimo Crocifisso di Alcamo, dove come denunciato da tempo dal consigliere comunale Ignazio Caldarella, vi sono infiltrazioni d’acqua  che ormai lambiscono le bare collocate in alcune parti del sottosuolo. Lo stesso da tempo sollecita interventi  “Si tenga conto – è scritto nella lettera del commissario – che le acque sotterrane così come riscontrate durante il sopralluogo dello scorso sette aprile, possono essere inquinate e pertanto necessita una compiuta indagine su tutta l’area cimiteriale ed anche eventuali emergenze di acque sotterranee poste a valle, sorgenti, pozzi, cunicoli drenanti etc, per i potenziali rischi di contaminazione. Analoghe indagini sulla qualità delle acque vanno effettuate anche per le acque superficiali”.  In pratica nella lettera che ha come oggetto le condizioni del sottosuolo del cimitero santissimo Crocifisso emerge la necessità di modificare il regolamento per costruire loculi in superficie.  Intanto monta la protesta di coloro i quali hanno acquistato i terreni e non possono costruire le sepolture, così come da parte di chi vede le bare che quasi galleggiano.  Il commissario Arone scrive che “ tali adempimenti tecnici si ritengono di massima urgenza per gli eventuali rischi igienico-sanitari tenendo conto anche del parziale uso dei terreni posti a valle dell’area cimiteriale.  Una riflessione si impone. Per realizzare il nuovo cimitero e fronteggiare l’emergenza loculi sono stati necessari quasi 20 anni caratterizzati da ricorsi e controricorsi da parte dei proprietari dei terreni coltivati ad ortaggi e dai quali traevano il principale sostentamento. Dove ci sono orti necessita tanta acqua e gli agricoltori lo avevano più volte segnalato.  Ma i lavori sono andati avanti  arrivando all’attuale drammatica situazione. Ma perché a pagare debbono essere sempre i cittadini? Perché non si cercano a monte eventuali responsabilità per quanto sta succedendo al Santissimo Crocifisso dove molti proprietari d ei terreni potrebbero presto chiedere il risarcimento dei danni.