Alcamo, in “bella vista” da 8 mesi i resti delle estumulazioni . Riguardano circa 350 interventi

I resti di circa 350 estumulazioni giacciono da almeno 8 mesi, accatastati in un angolo del nuovo cimitero alcamese del Santissimo Crocifisso. Diverse le sollecitazioni che l’ufficio avrebbe inoltrato al dirigente del settore per intervenire e disporre lo smaltimento di vecchie bare, pezzi di lapidi, marmi e altri resti delle estumulazioni effettuate nel periodo invernale, quando le leggi le consentono.

Non è certamente un bel vedere e, seppure i resti umani sono ovviamente stati eliminati, posti nelle apposite cassette e portati all’ossario cimiteriale, qualcosa di rischioso, dal punto di vista igienico-sanitario, potrebbe anche esserci. Il legno delle bare, infatti, non viene sterilizzato ma viene raccolto in alcuni grossi sacchi bianchi. Spesso però gli stessi sacchi rimangono aperti o si sono aperti con il tempo e con le intemperie. Così, e le immagini parlano da sole, gran parte del materiale rimasto dalle estumulazioni è rimasto in bella vista, all’aperto e accatastato in una piccola area circoscritta alla meno peggio ad est del cimitero del santissimo crocifisso, l’area dove hanno proprio sede gli uffici comunali del servizio cimiteriale.

A breve la legge consentirà le nuove operazioni di estumulazione, quelle richieste dagli alcamesi per liberare i loculi. Procedimenti che possono effettuarsi dal 1 di ottobre e fino al 30 aprile. Calcolando che ogni mercoledì, giornata dedicata a tali interventi, sono almeno una decina le bare tirate fuori, c’è il rischio concreto che il cumulo di resti diventi una vera e propria montagna causando un degrado notevole e un serio danno all’immagine. Manca esattamente un mese per intervenire ma il Comune sta ancora cercando il sito e l’azienda che si occupano dello smaltimento di questi rifiuti speciali.