Alcamo, in arrivo nuovo “piano fabbisogno personale”. Precari salvati dai pensionamenti?

0
1191

Riparte, in clima estivo e quindi a velocità ridotta, la vertenza fra i lavoratori precari del comune di Alcamo e l’amministrazione pentastellata guidata da Domenico Surdi. Ad arbitrare la partita, i sindacati, fra cui la UIL che ha assunto la linea più intransigente e che ancora minaccia di mandare gli incartamenti alla Corte dei Conti. Il segretario provinciale Giorgio Macaddino ha fra l’altro inviato una seconda diffida al Comune di Alcamo invitandolo ad abbandonare l’iter delle selezioni concorsuali, come si sta facendo in tutta la Sicilia e come è previsto da un’apposita normativa del governo Musumeci.

La battaglia, per il momento, va un po’ in naftalina dopo gli annunci del governo cittadino che prevedono per metà settembre l’approvazione del nuovo piano del fabbisogno del personale, Il nuovo documento metterebbe dentro, cioè stabilizzerebbe 350 precari storici del comune di Alcamo, e tutti a 24 ore, mentre gli altri 47 sarebbero salvati dall’accoglimento delle 60 domande di fuoriuscita. Ma se qualcosa dovesse incepparsi nelle pratiche di coloro che hanno chiesto il pensionamento o se cambiassero le regole per il pensionamento, rischierebbero a 50 anni e dopo oltre un ventennio di servizio, di rimanere a spesso e nella disperazione più assoluta.

I sindacati hanno quindi deciso di attendere metà settembre prima di riaprire il dialogo e di decidere sul da farsi. Il segretario Uil, Giorgio Macaddino, comunque, giovedì sarà già ad Alcamo per cominciare a sentire i dipendenti. Vero è che il termine ultimo per stabilizzare è fissato dalla legge Madia per il 31 dicembre del 2020 ma è altrettanto vero che il prossimo piano del fabbisogno potrebbe aprire scenari speranzosi o addirittura tragici. Fra i 397 lavoratori che da oltre vent’anni operano al comune di Alcamo, portando anche avanti servizi importanti e delicati, ci sono anche molti casi di coppie, marito e moglie che potrebbero perdere entrambi il lavoro ritrovandosi tutto ad un tratto, in età avanzata, con l’intera famiglia a reddito zero. Per adesso quindi la polemica sembrerebbe decantare ma le cenere che covano sotto rimangono sempre incandescenti.