Alcamo: il Comune “rastrella” e stanga

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Giro di vite del Comune di Alcamo per cercare di fare cassa. Nasce probabilmente da questa esigenza la stangata ai contribuenti fantasma, quelli cioè che hanno sempre eluso le imposte. Da quest’anno però per loro non sarà più vita facile. Una serie di incroci di banche date, in collaborazione tra guardia di finanza, uffici comunali e agenzie di riscossione, nel 23013 dovrebbero portare ad un maggiore introito nelle casse del Comune di circa 600 mila euro. Ciò avverrò per effetto di un piano di recupero contro l’evasione ai tributi. 500 mila euro saranno gli introiti previsti in bilancio per il recupero della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, ed altre 100 mila euro invece da recuperare per la vecchia Ici, l’imposta comunale sugli immobili. Parte da qui un piano a tappeto che tra l’altro, se a conclusione dell’anno in corso verrà davvero portato avanti con gli obiettivi prefissati, porterà ulteriori introiti per le premialità previste dal governo nazionale. Una strada da parte del Comune quasi obbligatoria in tempi di vacche magre, con le casse comunali oramai ridotte ai minimi termini. Recupero questo che si va a sommare a tutte le principali entrate tributarie ed extratributarie di cui il Comune potrà disporre nel corso di quest’anno. Dai quasi 9 milioni e mezzo di Imu ai 2 milioni e 400 mila euro di Irpef, sino ad arrivare ai 5 milioni e 700 mila euro di Tarsu. In tema sempre di recupero l’ente alcamese sta lavorando per racimolare gli introiti connessi alle quote delle rette di ricovero in istituti a carico di anziani: qui si parla di una cifra attorno ai 230 mila euro. Il Comune quindi si sta mettendo a rastrellare il più possibile per far quadrare i propri conti ed evitare un futuro sforamento del patto di stabilità, che comporta anche penali pesanti sul piano dei trasferimenti. E per fare cassa ci sono anche altri stratagemmi. Come ad esempio quello di stangare chi si rivelerà indisciplinato sulla strada. Sempre nel bilancio di previsione del 2012 il Comune ha previsto un introito di 700 mila euro per multe elevate dai vigili urbani. In questo senso non mancano neanche, tra le entrate in conto capitale, le previsioni connesse con il permesso di costruire (800 mila euro) e quelle relative alla sanatoria degli abusi edilizi (altri 820 mila euro), destinate secondo quanto previsto dalle leggi in materia, anche quelle connesse alla cessione di aree cimiteriali per ben 3 milioni di euro e quelle derivanti dall’alienazione di beni patrimoniali non strumentali all’esercizio di funzioni istituzionali (circa 200 mila euro). Queste ultime vengono destinate alla spesa in conto capitale a finanziare opere nell’ambito dell’urbanizzazione primaria e secondaria e verrà impegnata in funzione degli avvenuti introiti.