Alcamo-“Il cacciatore di cartoline”. “Com’eravamo” nelle collezioni di Alessandro Mancuso

La cartolina più antica ritrae il Castello di Calatubo, in tutta la sua maestosità, quando ancora era abitato da principi e nobili con vari titoli. La cartolina porta il timbro del 4 giugno del 1900 quando il proprietario il principe Pietro Papè manteneva la corrispondenza con le figlie Ida, Adelina e Cristina. La cartolina è un documento eccezionale perché prodotta dalla società francese “Lumier” di Lione, i primi cineasti della storia. La cartolina fa parte della collezione di un giovane litografo alcamese: Alessandro Mancuso (nella foto), 43 anni, “il cacciatore di cartoline”, che ha iniziato la certosina ricerca venti anni fa. Ha spulciato nei cassetti di antichi armadi “perché da sempre –dice Mancuso- sono affascinato dalle immagini d’epoca e soprattutto di quelle del nostro territorio e mi piace che le persone vedano l’evolversi della città di Alcamo”. Un viaggio indietro nel tempo per le immagini impresse nelle cartoline che consentono di far conoscere una città quella di Alcamo e del suo territorio attraverso le quali si dipana la storia del costume, delle tradizioni, della civiltà contadina, della attività artigianali, del duro lavoro nei campi o nelle cave di travertino dove i grossi blocchi si estraevano, grazie all’abilità di tanti scalpellini. Tutto a forza di braccia. Ottocento cartoline suddivise in varie tipologie di formato e colore. La maggior parte con tanto di timbro postale poiché inviate da Alcamo e poi recuperate grazie ad un accurato lavoro di ricerca e alla disponibilità dimostrata da tante persone per privarsi di un ricordo scritto con grafia elegante o tremolante. Nel dicembre del 2015, grazie al patrocinio del Rotary club di Alcamo, si è svolta la prima mostra di cartoline al Collegio dei gesuiti, ripetuta in questi giorni e appena conclusa. Le cartoline sono raccolte nel volume “Saluti da Alcamo” “integrando con dei testi – afferma Mancuso – un po’ di storia di Alcamo e ringrazio per la collaborazione l’impiegata comunale Maria Rimi”. Un ulteriore momento di valorizzazione delle 800 foto è stata la  realizzazione di un video, grazie al presidente dell’associazione “Salviamo il castello di Calatubo”, Stefano Catalano e Maia Rimi, che propone  una sequenza di immagini di Alcamo antica accostata alle immagini odierne. E presso la sala della biblioteca comunale  “Sebastiano Bagolino” si è appena conclusa la mostra di cartoline, santini di diverso periodo, foto e manifesti di antichi programmi della Festa della Madonna. Ammirazione e consensi per la mostra visitata anche da tantissimi giovani, che hanno potuto ammirare la città nella quale vivono conservando così la memoria, senza la quale una società non può avere futuro.