Alcamo, giunta: non rinnovata rinuncia indennità

ALCAMO – Fine dell’era low cost. Non per tutti comunque. Non è stata più prorogata la delibera di sospensione delle indennità della giunta di Alcamo. Il che significa che a partire dall’1 maggio scorso l’amministrazione comunale è tornata regolarmente ad operare dietro compenso. Un epilogo che a dire il vero era già nell’aria sin da quando fu annunciata questa operazione dei tagli dei costi della politica che lasciò un po’ tutti perplessi. Agli occhi dell’opinione pubblica due mesi senza stipendio appaiono un po’ pochini considerato che uno dei motivi principali dello strappo con la giunta precedente a quella che è attualmente in carica da poco più di due mesi è stato proprio l’annuncio con tanto di effetto-bomba della sospensione degli stipendi da parte del sindaco senza avere concordato nulla con le forze politiche. Probabilmente, con il passar del tempo, il primo cittadino si sarà convinto che la proposta, seppur nobile in un momento di così grande difficoltà, è difficile da perseguire con efficacia. Vuoi perché chi spende il suo tempo pieno per fare l’assessore è giusto che abbia la sua gratificazione economica, vuoi perché di mezzo ci sono anche responsabilità amministrative importanti che presuppongono un impegno costante e quasi full time per un professionista. Bonventre precisa che la prossima settimana, alla prima riunione utile di giunta, tratterà la questione anche per capire se c’è l’intenzione di prorogare eventualmente il taglio delle indennità. Di sicuro lo stesso primo cittadino ha già annunciato che il suo stipendio da amministratore rimarrà sospeso a prescindere da quale sarà la decisione dei suoi assessori.

Le indennità di marzo ed aprile che sono state accantonate, così come deciso collegialmente, si parla di circa 34 mila euro complessivi, per l’impinguamento dei capitoli del Peg, il piano esecutivo di gestione del Comune. Questi fondi, in fase di approvazione del bilancio 2014, saranno destinati ai servizi sociali. Ora sarà da vedere cosa decideranno gli assessori in carica i quali saranno lasciati liberi dal sindaco di prendere ogni decisione, cioè se continuare a sospendersi l’indennità oppure ritornare a percepirla. Una cosa è certa: prima di arrivare alla costituzione di questa giunta per il sindaco non è stato facile ricostruirsi una squadra di governo. Il perché era molto semplice: nessuno voleva rinunciare alla sua indennità di amministratore. Siccome almeno per qualche mese si doveva fare a meno di percepire lo stipendio proprio perché lo aveva promesso il primo cittadino, molti seppur golosi di quella poltrona hanno rinunciato. Anche nelle sue dichiarazioni pubbliche Bonventre è parso abbia perso via via il vigore nella determinazione di volere azzerare le indennità di carica della giunta. Prima ha dato ad intendere di essere un provvedimento definitivo per la durata della sua legislatura, poi però è stato corretto il tiro e si è parlato di tempo indeterminato che comunque lasciava presupporre sicuramente più di due mesi.

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