Alcamo-Gestione centro accoglienza, sequestro di documenti al Comune

0
396

Ad Alcamo la Procura di Trapani accende i riflettori sullo Sprar, il centro di accoglienza nato nel 2013 su iniziativa del Comune e affidato ad una cooperativa per la sua gestione, la “Badia Grande”. La sezione di polizia giudiziaria della forestale, come riporta il Giornale di Sicilia, ha provveduto ad acquisire diversa documentazione: praticamente tutto ciò che riguarda l’atto di affidamento dell’appalto del Comune a suo tempo. Al riguardo vige il massimo riserbo sulle indagini: gli uffici comunali hanno garantito la massima collaborazione consegnando tutte le carte richieste. Pare comunque che questo passo sia da collegare ad un’inchiesta più ampia che da tempo viene portata avanti dalla procura e che riguarda don Sergio Librizzi, il sacerdote ex direttore della Caritas di Trapani finito in carcere con l’accusa di concussione e violenza sessuale pluriaggravata. Lui, secondo l’accusa formulata dagli inquirenti, sarebbe stato il gestore “di fatto” di una serie di cooperative che si occupano di accoglienza di immigrati e tra queste proprio “Badia Grande”, per anni presieduta da don Librizzi. All’epoca in cui scattò l’arresto del prelato, nel 2014, proprio gli agenti della sezione di pg della forestale misero i sigilli non a caso alla stanza del presidente della cooperativa, Antonio Manca, dove si trovava una postazione pc verosimilmente utilizzata pure dal sacerdote. Gli inquirenti ritennero che il materiale potesse essere utile a completare il quadro dell’indagine. Don Librizzi, che è stato sospeso da tutti gli incarichi, era membro della commissione territoriale per il rilascio dello status di rifugiato politico che fa capo alla prefettura e proprio nella qualità di componente della commissione avrebbe chiesto, ad almeno 8 richiedenti asilo, secondo l’accusa, prestazioni sessuali in cambio del parere favorevole. Il sequestro quindi delle carte al Comune di Alcamo con ogni probabilità si incardina proprio in questo filone d’indagine e d’altronde sin dalle prime battute dell’inchiesta lo stesso procuratore di Trapani, Marcello Viola, aveva detto che non sarebbe stato lasciato nulla di intentato. Ad Alcamo la cooperativa “Badia grande” gestisce il centro, finanziato dal ministero dell’Interno per il triennio 2014-2016 con quasi mezzo milione di euro, garantendo interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.