Alcamo-Fusione banche “Don Rizzo”-“Grammatico”, preoccupazione tra i soci

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ALCAMO – Sale la preoccupazione per l’imminente fusione tra la banca di credito cooperativo “Grammatico” di Paceco e la banca “Don Rizzo” di Alcamo. Le notizie rimbalzate attorno agli accorpamenti tra istituti bancari non lasciano presagire nulla di buono specie per chi ha una quota societaria delle banche stesse. Ed infatti ad essersi messi in moto sono proprio numerosi soci della storica banca pacecota che ha chiesto l’intervento dell’associazione dei consumatori “Codici” per conoscere il futuro del loro istituto di credito. Il percorso di fusione tra le due banche da tempo oramai è stato tracciato ma nulla ancora si sa rispetto ai vari “dettagli” dell’operazione: ad esempio cosa ne sarà dei soci delle rispettive banche? Cosa cambierà effettivamente, a parte l’ipotesi interna di un taglio dei posti di lavoro? Codici ha scritto alla Bcc di Paceco chiedendo formalmente alcune informazioni riguardo al futuro assetto dell’istituto di credito, nota che per conoscenza è stata inviata alla Don Rizzo di Alcamo ed alla Federazione siciliana delle Banche di credito cooperativo. “Desideriamo sapere – ha sottolineato il presidente dell’organizzazione dei consumatori, Vincenzo Maltese – che tipo di operazione tecnica sta ponendo in essere la banca di credito cooperativo ‘Senatore Grammatico’, se la qualità di socio permanga o meno anche dopo la cessione dell’azienda, o fusione per incorporazione, a quanto ammonta oggi il valore nominale delle azioni sottoscritte dai soci, quale sia la reale consistenza aziendale ed il patrimonio netto della Bcc di Paceco ed infine quali azioni verranno messe in campo per tutelare i 1.500 soci della banca”. Nella missiva Codici ha fatto partire una vera e propria diffida per nome e per conto di una parte dei soci alla stessa banca pacecota chiedendo di “porre in essere ogni azione utile finalizzata a tutelare sia i soci che i risparmiatori”. Infatti si “minacciano” in caso di mancate risposte ulteriori azioni di tutela nelle sedi preposte. In realtà già ci sono delle indiscrezioni che più che altro riguardano l’assetto interno della banca che verrò dopo la fusione. C’è un programma che prevede 25 prepensionamenti alla Banca di credito cooperativo don Rizzo di Alcamo e la chiusura di qualche filiale e per esempio potrebbe rientraci quella di Trappeto. Entro dicembre dovrebbero essere una decina gli impiegati della don Rizzo che andranno in pensione. Ed entro la fine del 2017 dovrebbe essere completato il prepensionamento di tutte e 25 le unità, individuate dal consiglio di amministrazione allo scopo di ridurre drasticamente le uscite in un momento difficile, provocato anche dalla crisi che da diversi anni investe l’Italia. Un piano di riduzione delle spese non più rinviabile mentre si profila all’orizzonte l’acquisizione della Banca di credito cooperativo di Paceco, fondata nel 1915 e che oggi ha filiali a Trapani, Rilievo, Napola (frazione di Erice) e in contrada Tabaccaro di Marsala. La Bcc di Paceco nel settembre dello scorso anno ha varato un piano di tagli nei confronti dei dipendenti che nel triennio dovrebbero fare risparmiare  650 mila euro.