Alcamo-Forniture idriche in tilt tra rassegnazione e proteste

Due ottobre dell’anno di grazia 1986. L’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella occupa la sala consiliare. Uscirà il 23 dicembre acclamato dalla folla. La protesta dell’allora consigliere del Msi riguardava la carenza di acqua e quindi i lunghi turni di attesa. L’occupazione mise le ali ai piedi  a l’ex sindaco Giacomo Sucameli e all’ex assessore Ignazio Senia. Continue missioni romane di Sucameli e Senia  e l’allora sottosegretario  Elveno Pastorelli, già comandante dei vigili del fuoco, si mise a  disposizione per la città di Alcamo. Chiese ai due ex amministratori qualche rapporto di polizia o carabinieri relativo a manifestazioni  di protesta che non ci furono. Tanto che Elveno Pastorelli si trovò con le mani legate  per potere firmare provvedimenti perché nonostante l’eccezionalità della situazione idrica alcamese, si continua ad esternare la protesta al cronista, e ci si tiene abbottonati, come succede da sempre, davanti al politico pro tempore che amministra il Comune di Alcamo. Grazie al apporto tra l’ex sindaco Giuseppe Sucameli e l’allora capo della Protezione civile, Giuseppe Zamberletti la città di Alcamo ottenne lo sfruttamento delle sorgenti di Cannizzaro, ferme da quasi tre anni e i cui lavori di ripristino dati sempre come imminenti, dal settembre 2016,  ancora sono al palo nonostante l’emergenza idrica della città di Alcamo.  Da Cannizzaro si potrebbero avere da 25 a 45 litri di acqua al secondo  durante le varie stagioni dell’anno.   Sabato 8 luglio anno di grazia 2017. Ore 19 sul palco di piazza Ciullo sono schierati sindaco e amministratori, che hanno convocato un comizio per spiegare lo stato dell’arte della situazione idrica.  Se la crisi dell’acqua si dovesse misurare con le poche presenze in piazza Ciullo si può affermare senza tema di smentita che il problema  ad Alcamo non esiste.  Mentre per fare un esempio a Niscemi la mattina dello scorso sabato corteo e proteste da parte delle donne. Ad Alcamo nessuna protesta forse per rassegnazione. Lo scorso sabato in piazza Ciullo  grande schieramento da parte delle forze dell’ordine ma scarsa partecipazione alla pubblica assemblea  per un tema scottante attualità quale è quello dell’acqua. Problema  che, una tantum,  emerge con le puntuali foto di consiglieri comunali ed altro impegnati in sopralluoghi alle sorgenti  da pubblicizzare tramite il web. Come dire noi ci siamo. E dopo ? Sono necessari provvedimenti straordinari per alleggerire i disagi degli alcamesi e da oltre un mese nei nostri servizi, non per mettere in atto congiure contro il Palazzo, suggeriamo di rivolgersi al prefetto per requisire i pozzi privati, via intrapresa ora dal Comune, che potrebbe chiedere lo stato di calamità, come intende fare l’Anci in modo da accelerare le procedure per cercare di avere una maggiore dotazione di acqua da distribuire attraverso la rete idrica interna  consentendo alle autobotti di rifornirsi altrove invece che  mungere continuamente   acqua dal Bottino.  La redazione di Alpa Uno  è in prima linea nello stare accanto agli amministratori per tutte le iniziative  che intendessero  portare avanti sul problema dell’acqua. Noi intanto continueremo a raccontare i fatti.