Rifiuti, fondi esigui ad Alcamo. Pro-capite meno di Castellammare e Partinico

Da quattro mesi Alcamo ha un nuovo gestore del servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia del territorio comunale. Si tratta della Roma Costruzioni di Gela, soggetto attuatore dell’appalto settennale aggiudicato alla Ciclat di Ravenna, unica azienda che aveva preso parte alla gara.

Quest’ultimo passaggio, una sola impresa che partecipa a un appalto pubblico in un periodo di gravissima magra economica, la dice lunga sull’appetibilità dello stesso servizio. Insomma la somma messa a disposizione dal comune di Alcamo , 5.470.000 euro all’anno, a fronte di numerosi e variegati servizi, anche il verde pubblico, non era stata ritenuta interessante e conveniente.

Lo stato di scarsa pulizia e i tanti problemi in questo settore, nonostante l’azienda operi con professionalità da quattro mesi, sta proprio nell’esiguità del piano economico. Non ci stancheremo mai di dirlo. I numeri sono numeri e le aziende sarebbero folli se non partecipassero a gare settennali soltanto per puro capriccio. Senza servizi aggiuntivi, necessari a recuperare il degrado presente da troppo tempo e causato anche dall’inciviltà della gente, ma anche dalle pecche programmatiche della giunta Surdi, difficilmente la Roma Costruzioni potrà fare miracoli.

Le tesi vanno avvalorate dai numeri. Per questo facciamo il confronto con i comuni dell’hinterland. Il comune di Alcamo ha stanziato circa 5 milioni e mezzo che, suddivisi per gli abitanti, significano 122 euro a testa. Poca roba rispetto al recentissimo appalto del comune di Partinico che per il servizio ha impegnato 5.700.000 euro per 30.729 abitanti, vale a dire 185 euro a persona.

Ancora più alto l’impiego di denaro a Castellammare del Golfo dove ogni anno vengono investiti 3.750.000 euro per 14.644 abitanti. Qui la cifra pro-capite è di 256 euro (più del doppio di Alcamo) ma bisogna pur dire che, in almeno due mesi estivi, i residenti ella cittadina castellammarese triplicano.