Alcamo-Fascia pedemontana, concessioni edilizie: ultimatum al Comune

0
178

Un vero e proprio ultimatum notificato con un atto di interpello al Comune di Alcamo. Per adesso sono cinque quelli inviati anche al responsabile dei Servizi e urbanistica e pianificazione. L’ultimatum contiene una precisa richiesta “l’annullamento o la revoca del provvedimento” con il quale sono state bloccate cinquanta richieste di concessioni edilizie per realizzare immobili sulla fascia pedemontana. La scadenza è stata fissata per il prossimo 31 luglio. Superata inutilmente questa data gli interessati agiranno “giudizialmente per il risarcimento dei danni”. La protesta cova da diverso tempo sotto la cenere ma prima o poi è destinata ad esplodere. Dal 2003 sino a un anno e mezzo fa sulla fascia pedemontana venivano date licenze dall’Ufficio tecnico. Sono stati realizzati oltre 200 immobili. Ma una sentenza del Tar su ricorso dello stesso Comune ha bloccato tutto. Si attende la risposta del Consiglio di giustizia amministrativa. L’ultimo scambio di lettere tra l’Ufficio  tecnico  e il Comune è avvenuto una settimana prima che il commissario Arnone lasciasse il Comune. Questo delicato ed esplosivo argomento, esistendo la continuità amministrativa, se lo è ritrovato fra le mani la nuova  giunta. “La paralisi edilizia sulla pedemontana – affermò il consigliere comunale Ignazio Caldarella – oltre a causare ingenti danni agli interessati blocca il rilancio del comparto”. Infatti molte persone hanno venduto i loro beni per acquistare un terreno dove si poteva costruire ma hanno visto tutto bloccato. In pratica sono rimaste senza poter coronare il sogno di avere una casa, Bloccati dunque lavori per almeno 20-25 milioni di euro ed ora stanno per scattare le class action, che manderebbero in tilt le casse comunali. Secondo le persone che hanno avuto rigettata la richiesta di concessione edilizia la “sentenza del Tar è erronea e limitata all’analisi dell’edificabilità della zona C4pe isolato 1, mentre l’intervento degli interpellanti riguarda altra zona omogenea ed altro isolato non interessati alle problematiche su cui si è fondata la sentenza del Tar”.  Ora attendono immediate risposte dal Comune.