Alcamo, ex dipendente cita di nuovo il Comune

Antonino Spinò (nella foto), ex dipendente del Comune di Alcamo, che denunciò un caso di mobbing nei suoi confronti torna alla carica e cita il Comune davanti al giudice del tribunale di Trapani, sezione lavoro. Spinò chiede il risarcimento dei danni subiti nel periodo che va da giugno 2005 a luglio 2007 denunciando “presunti illeciti comportamenti nei suoi confronti”. Il Comune ritiene infondate queste richieste sia in fatto che in diritto attesa l’esistenza di una precedente sentenza della Corte d’appello, diventata esecutiva che ha rigettato in parte le pretese di Antonino Spinò. Per resistere in giudizio il Comune ha nominato il segretario generale Cristofaro Ricupati. Antonino Spiò risulta oggi tra i debitori del Comune dopo la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che ha ridimensionato il dovuto all’ex dipendente. In primo grado il Comune era stato condannato a pagare 30 mila euro a Spinò. La Corte d’appello ha escluso il mobbing quantificando il danno in 17 mila euro. Per recuperare tale somma il Comune si è rivolto al tribunale di Trapani, che lo scorso 23 giugno ha emesso decreto ingiuntivo per un importo pari a 13 mila euro. Lo stesso Spinò nell’ottobre dello scorso anno venne assolto dalle accuse di calunnia e diffamazione verso cinque dirigenti e verso l’ex sindaco Giacomo Scala. I giudici lo hanno scagionato dal reato di calunnia perché il fatto non sussiste dalla diffamazione perché il fatto non costituisce reato. Antonino Spinò, assistito dall’avvocato Giuseppe Benenati aveva presentato quattro esposti nei confronti dei dirigenti Francesca Chirchirillo, Antonio Renda, Cristofaro Ricupati e Sebastino Luppino e nei confronti di Giacomo Scala, tutti costituitisi parte civile così come il Comune di Alcamo. L’ex impiegato dell’Ufficio tecnico lamentava una serie di soprusi nei suoi confronti. Giuseppe Maniscalchi