Alcamo, è bufera sui costi della politica

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Una petizione on line per esternare il proprio dissenso nei confronti dei costi della politica alcamese. A promuovere l’iniziativa la sezione locale del MoVimento 5 Stelle che prende le mosse dalla notizia trapelata nei giorni scorsi di alcuni consiglieri che avrebbero chiesto la restituzione del taglio delle indennità dello scorso anno del 30 per cento, dovuto allo sforamento del patto di stabilità da parte del Comune. Ora che però la Corte costituzionale ha sancito come illegittimi i tagli per lo sforamento del patto gli esponenti del civico consesso battono cassa. E in soldoni per il Comune significherebbe un esborso per gli anni 2011 e 2012 di circa 300 mila euro, decurtazione dei gettoni di presenza e delle indennità dei consiglieri per il biennio. I pentastellati non ci stanno e intendono manifestare il proprio disappunto lanciando proprio una petizione on line. “Riteniamo il costo dell’operazione – sostengono in una nota i grillini – economicamente rilevante e in special modo, considerato l’attuale momento di grave crisi, definiamo la restituzione di centinaia di migliaia di euro come un’offesa alla dignità delle tante, troppe famiglie che anche ad Alcamo, come nel resto del Paese, versano in condizioni di seria difficoltà”. Il MoVimento 5 Stelle di Alcamo dunque chiede ai consiglieri e agli amministratori comunali di RINUNCIARE alla restituzione degli emolumenti passati. “Tali somme, se volontariamente devolute da coloro che per mandato istituzionale dovrebbero rappresentare la cittadinanza, – aggiungono i grillini – potrebbero essere destinate al sostegno dei più deboli ed impiegate nella solidarietà sociale; potrebbe essere finalmente un segnale di discontinuità con il recente passato”. Sulla pagina del Movimento 5 stelle di Alcamo di facebook si potrà sottoscrivere la petizione virtuale. E proprio attraverso il social network è esploso il putiferio. A venire allo scoperto il consigliere comunale Alessandro Calvaruso che ha ammesso di essere tra coloro che hanno richiesto gli emolumenti decurtati: “Io ho fatto la domanda – ha scritto – perché è un mio diritto che certamente non toglie soldi ai cittadini ma rende giustizia ad un’ingiustizia fatta”. Se dovesse essere confermato quanto enunciato dalla Corte Costituzionale il Comune dovrebbe ricevere all’incirca 1,3 milioni di euro, frutto dei tagli operati per lo sforamento del patto di stabilità. Pertanto la restituzione di quanto prelevato agli amministratori sarà un fatto automatico. A rinfocolare la polemica il capogruppo del pd, Peppe Stabile, che ha quantomeno definita intempestiva la richiesta di restituzione degli emolumenti tagliati dei suoi colleghi: “Certo senza ancora conoscere né tempi né modo – scrive anche lui su facebook – aver fatto richiesta di restituzioni è stata una idea poco felice. Si trasmette un messaggio sbagliato alla gente”. Una cosa è certa: ad Alcamo i costi della politica, al di là del caso sulla restituzione o meno degli emolumenti tagliati, sono davvero esagerati. Frutto si una scelta scellerata fatta dallo stesso consiglio comunale nel 2002 che innalzò il gettone di presenza ad 80 euro. Da considerare che a Trapani, città capoluogo che ha quasi il doppio degli abitanti di Alcamo, il gettone di presenza è fissato in 67 euro.