Alcamo: dimissioni assessore Lo Presti, tanti interrogativi

Le dimissioni arrivate ieri dell’assessore Lidia Lo Presti appaiono a chi è fuori dal palazzo di città come un fulmine a ciel sereno. Ma per chi frequenta le stanze dei bottoni il sentore di questo gesto era più che palpabile. Al di là delle dichiarazioni di circostanza date dalla stessa Lo Presti, che ha parlato di impegni “personali” e “familiari”, dietro a questo gesto ci sarebbe qualcosa di più. Non pare esserci lo zampino della politica seppur molto è mutato sul piano degli assetti politico-amministrativi. Ad esempio la crescita del gruppo dell’Ucd-Psi, arrivato a quota 5 consiglieri, il declino del Pd, che ha perso via via sempre più pezzi, e soprattutto resta il rebus di Area Democratica che non ha alcun riferimento in giunta per sua libera scelta dopo l’uscita di scena di Gino Paglino. Dietro la decisione dell’assessore dimissionaria ci sarebbe la difficilissima gestione del personale del Comune, soprattutto dell’apparato dirigente ma non solo. Evidentemente la Lo Presti non se l’è sentita di continuare ad avere per le mani un ramo amministrativo così pesante di questi tempi al municipio, specie dopo le frequenti esternazioni di garantire un nuovo assetto della pianta organica. Che il clima si stia facendo sempre più teso al palazzo di città è abbastanza risaputo: recentemente si sono verificati accesissimi confronti ad esempio tra gli assessori Salvatore Cusumano ed Enzo Coppola ed alcuni dirigenti. C’è chi giura di avere sentito urla provenire dalle stanze di alcuni capi settore ma non è una grande novità da qualche anno a questa parte al Comune di Alcamo. C’è chi parla però anche di mugugni della stessa Lo Presti rispetto alla sua gestione dell’assessorato. Si vocifera che non fosse per nulla contenta della scarsa considerazione della sua persona sul piano delle strategie politico-amministrative. Ma siamo di fronte ai “boatos” che non trovano conferma ufficialmente. Semplicemente la Lo Presti ha preferito defilarsi senza fare polemiche anche se ha esternato un certo nervosismo all’atto di ratificare le proprie dimissioni. Così dicono coloro i quali l’hanno vista pochi attimi prima della sua firma al palazzo di città. Una cosa è certa: la delega al Personale scotta, ed anche tanto. Il primo cittadino, infatti, sarà chiamato a nominare il suo terzo assessore in questo ramo in nemmeno due anni dall’inizio della legislatura. La Lo Presti comunque non è l’unico assessore che avrebbe deciso di fare il salto del fosso. Altri componenti della giunta starebbero meditando l’ipotesi di rimettere in mandato. Un malcontento che sarebbe legato alle difficoltà operative non solo per questo scontro non tanto sotterraneo con la dirigenza del Comune ma anche rispetto alle esigenze della collettività che spesso cozzano con le casse comunali asciutte. Mentre i cittadini chiedono gli assessori possono solo alzare le braccia sostenendo che di risorse economiche in cassa non ce ne sono. Certamente, in questo contesto, la loro immagine non cresce in popolarità.

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