Alcamo-Deflusso acque piovane, in moto l’iter per il nuovo progetto

Si mette in moto l’iter al Comune di Alcamo per arrivare a realizzare le infrastrutture necessarie per il convogliamento delle acque piovane in una parte della città ad oggi sprovvista e che in caso di bombe d’acqua rischia allagamenti, come già accaduto, e che possa saltare la rete fognaria. Gli uffici del Settore Tecnico hanno pubblicato una serie di avvisi per individuare diversi tecnici per adeguare alla vigente normativa il progetto esecutivo già esistente per il “rifacimento e completamento della rete fognante e degli impianti depurativi”, in particolare quella relativa alle acque da convogliare nel collettore di deflusso del torrente Triolo. In tutto 39 mila euro che dovranno servire per individuare un geologo, un archeologo e un altro tecnico ancora. Dovranno essere loro tre, ognuno per le proprie competenze, a rimodulare e adeguare il progetto per renderlo conforme alle nuove norme anche perché quello attualmente a disposizione del Comune è abbastanza datato e superato quindi. In pratica questo progetto, se adeguato, permetterebbe al Comune di poter cercare di intercettare finanziamenti europei, regionali o statali per realizzare quindi la rete di regimentazione delle acque piovane, vale a dire dei canali che raccolgano le stesse acque piovane per farle scaricare sul torrente Triolo. In particolare si tratta delle vaste zone di via Kennedy, viale Europa e viale Italia la cui area, per l’assenza di un adeguato sistema di canalizzazione, si allaga letteralmente in casa di bombe d’acqua come già accaduto nel passato più o meno recente. Acqua piovana che solo in parte riesce ad essere canalizzata, mentre un’altra parte finisce per convogliare con le acque nere con il rischio che vada a saltare in alcuni punti la rete fognaria, come già accaduto proprio nei viali Italia ed Europa. In questo modo, ma chiaramente con i necessari tempi tecnici e burocratici che non vedranno sorgere l’opera pubblica dall’oggi al domani, si potrà superare quello che è sempre stato un enorme disagio per la città. I fondi per l’adeguamento del progetto erano stato stanziati dal consiglio comunale nel piano triennale delle opere pubbliche.