Alcamo: costi politica, a giugno meno gettoni

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Calano i costi della politica alcamese: almeno a giugno è stato così. Il problema è capire se diventerà una costante o meno. Nel mese appena trascorso i consiglieri comunali hanno intascato “appena”, si fa per dire, 322 gettoni di presenza per un totale corrisposto dal bilancio del Comune di circa 16 mila euro. Si tratta praticamente di un minimo storico, in quanto quest’anno soltanto a gennaio, con le vacanze natalizie di mezzo però, si era arrivati a una cifra così bassa, e addirittura nel 2013 mai. Un vero piccolo “record”, nel suo piccolo, per il civico consesso alcamese. I cittadini auspicano che questo sia l’inizio di un viatico anche se in pochi ci credono che sarà data continuità a questa cura dimagrante. Intanto c’è da godersi questo momento che ha visto soltanto 5 consiglieri comunali arrivare al massimo delle indennità possibili da incassare, essendo stato introdotto un tetto degli emolumenti da una recente legge regionale: a racimolare tra le 16 e le 17 presenze tra consigli comunali e commissioni soltanto Ignazio Caldarella, Francesco Dara, Francesco Ferrarella, Antonio Nicolosi e Mauro Ruisi. A chiudere, come sempre, questa graduatoria di gettoni incassati è Rosario Dario Pirrone che addirittura non ha racimolato alcuna presenza dietro gli scranni. La media dei costi dell’organo consiliare ad Alcamo ha sempre oscillato attorno ai 20 mila euro mensili: quest’anno, ad eccezione come detto di gennaio, si è andati dai 19 mila euro di febbraio ai 22 mila di marzo, passando per i 21 mila di maggio ed i 20 mila esatti di aprile. I gettoni erogati hanno oscillato tra le 321 e le 370 unità. A risaltare il fatto ch sono stati ben 7 i consiglieri che non hanno raggiunto la doppia cifra in termini di presenze, cioè vale a dire che non hanno raggiunto nemmeno i 10 gettoni incassati: a parte il già citato Pirrone figurano Gaspare Coppola, Sebastiano Dara, Vito Lombardo, Stefano Milito classe 1959, Gaetano Intravaia e Francesco Rimi. Un dato anomalo anche questo: mai, o quasi, un numero così alto di consiglieri ad Alcamo non aveva raggiunto un cifra minima di gettoni di presenza. Che davvero si stia cominciando a parlare di spending review anche per la politica alcamese? Difficile a dirlo in questo momento, si dovranno verificare i numeri nei mesi a venire e soprattutto dopo i mesi estivi di luglio e agosto. La sensazione che si è avuta è che comunque ci sia stato un numero inferiore soprattutto di convocazioni di commissioni consiliari, su cui spesso in molti si sono lamentati per la loro effettiva efficacia e per i risicatissimi ordini del giorno: molto spesso, per non dire sempre, questi organismi vengono convocati per analizzare un solo punto all’ordine del giorno. Forse un po’ troppo poco, specie per alcuni argomenti.

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