Alcamo: costi politica, 200 mila euro di rimborsi

Ad Alcamo la politica continua a pesare come un macigno sulle casse del Comune. In Questi gironi il settore Affari generali e Risorse umane ha fatto un resoconto dei costi inerenti al rimborso agli enti datori di lavoro degli amministratori e dei consiglieri comunali per effettuare il necessario impegno di spesa in bilancio. Ebbene, il conto è di quelli davvero salati. 66 mila euro per sindaco e assessori e altri 139 mila euro per  consiglieri comunali per un totale complessivo di oltre 200 mila euro. A questi va sommato il mezzo milione di euro all’incirca per indennità e gettoni di presenza che spettano a primo cittadino, giunta, presidente del consiglio e consiglieri comunali. Salgono quindi a ben oltre 600 mila euro le voci di spesa in bilancio, più di un miliardo di vecchie lire. I rimborsi sono disciplinati da una normativa a livello nazionale che prevede per gli impiegati di enti privati di corrispondere il pagamento della giornata di assenza del consigliere o dell’amministratore per ragioni istituzionali, quindi per commissioni consiliari, conferenze di capigruppo, consigli comunali, manifestazioni e riunioni di giunta. Costi sui quali incide pesantemente il ricorso a frequenti riunioni di commissioni consiliari che spesso sono convocate con un solo punto all’ordine del giorno. Solo per commissioni consiliari e consigli ogni mese il Comune spese mediamente attorno ai 23-24 mila euro. Le diverse commissioni arrivano generalmente a riunirsi anche 14 o 15 volte in un mese, un vero record. Sotto questo punto di vista il presidente del consiglio comunale Giuseppe Scibilia ha già preannunciato che assumerà una posizione forte su questi eccessivi costi.

I costi della politica alcamese restano notevolmente alti nonostante il Comune sia stato sanzionato nel 2012 per il mancato rispetto del patto di stabilità che comporta una riduzione dell’indennità del 30 per cento. Oggi questi gettoni di presenza appesantiscono il bilancio comunale per effetto di una decisione che risale al 2002. In sostanza nel dicembre di quell’anno il consiglio comunale deliberò di aumentarsi il gettone da 53 a ben 80 euro, con una impennata quindi del 75 per cento. Decisione questa che continua quindi a incidere pesantemente: infatti, nonostante nel corso degli anni questi emolumenti sono stati via via diminuiti, si è arrivati ad un singolo gettone che oggi è pari a 60,75 euro, comunque superiore sempre a quello fissato nel 2002. Discorso a parte vale invece per gli amministratori: per i Comuni con popolazione superiore a 40 mila abitanti l’indennità di funzione per il vicesindaco è pari al 75 per cento di quella prevista per il sindaco, mentre scende al 65 per cento per gli Assessori e per il Presidente del Consiglio Comunale. Insomma, al banchetto sono tutti invitati.