Alcamo-Conti del Comune in profondo rosso, allarme Corte dei Conti

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Quasi la metà del bilancio è ingessata con le spese correnti, quindi per pagare stipendi e altri costi relativi al funzionamento degli uffici. Inoltre c’è un numero enorme di personale in servizio, il 50 per cento oltre l’effettiva dotazione necessaria per la pianta organica. I guai per il Comune di Alcamo cominciano da qua ma non si limitano solo a questi preoccupanti dati: c’è un eccessivo indebitamento, un utilizzo sbagliato di alcuni capitoli di spesa, disavanzi di gestione e chi più ne ha più ne metta. E’ una disamina allarmante quella della Corte dei Conti che ha passato al setaccio il rendiconto del Comune del 2013, ultima gestione verificata, quando quindi si era sotto la guida del sindaco Sebastiano Bonventre. Quella che emerge è una situazione davvero ai limiti della deficitarietà. In primis per un disavanzo di 1,6 milioni di euro, che all’epoca fu coperto con l’avanzo di amministrazione.  A venire fuori è soprattutto la fragilità dell’intero impianto finanziario che rende l’idea di quanto la gestione economica dell’ente praticamente non esista se si considera la presenza di somme vincolate al 31 dicembre del 2013 pari a 8,14 milioni di euro a fronte di un fondo cassa che ammontava a 8,33 milioni. Lascia a desiderare molto il lavoro sul fronte del recupero di fondi e quindi di liquidità di cassa. Ad esempio in merito alle risorse relative al recupero dell’evasione tributaria si denota l’assenza di entrate accertate relativamente a tassa rifiuti, tassa occupazione suolo pubblico e altri tributi, nonché la scarsa percentuale di riscossione per quanto concerne l’Ici e l’Imu. Campanello d’allarme per il personale del Comune: la corte dei conti rileva un’eccedenza di impiegati in servizio, 635 tra dipendenti e contrattisti, rispetto al numero dei posti in dotazione organica che si ferma a 452 unità. Nonostante ciò vi sono state nuove assunzioni di personale nonostante l’elevata percentuale della spesa complessiva impegnata per il personale, superiore al 45,11 per cento rispetto alla spesa corrente. E poi gli immancabili debiti fuori bilancio: all’epoca ammontava solo quelli riconosciuti a quasi 150 mila, mentre da riconoscerne altri 190 mila. Su queste criticità il consiglio comunale si è espresso deliberando le misure correttive. Certamente un compito arduo che spetterà al prossimo governo di città.