Alcamo-Comune, finanze terremotate a rischio crack

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Restano sull’orlo del crack le finanze del Comune. Situazione ribadita questa mattina da una nota ufficiale del municipio alcamese che parla di “quadro permanente di squilibrio”. “Si confida nel senso di responsabilità – si legge nel comunicato del Comune – da parte di chi ha la competenza sulla definitiva programmazione finanziaria, nell’interesse prioritario della cittadinanza alcamese”. Messaggio lanciato quindi nei confronti del consiglio comunale con cui sembra essersi innescato da tempo un braccio di ferro tra il commissario e la dirigenza del Comune. Intanto la scadenza per l’approvazione del bilancio è sempre più vicina, il 30 settembre, e di riportare in aula la manovra finanziaria bocciata a luglio non c’è neanche il sentore. Nella missiva il Comune ha voluto fare alcune precisazioni rispetto all’enorme tam tam di questi giorni sul metodo del taglio della spesa. Molti dei consiglieri comunali che hanno bocciato nel luglio scorso la proposta di equilibrio di bilancio del Commissario, che prevedeva sostanziosi aumenti dell’Imu e della Tasi, continuano a ribadire che la strada non è quella dell’aumento delle tasse ma di tagliare sulla spesa corrente, in quanto a loro dire i margini di manovra ci sarebbero tutti. “Le proposte avanzate dai consiglieri comunali – si legge nel comunicato del municipio – non consentono di garantire l’equilibrio economico-finanziario del redigendo bilancio di previsione 2015/2017, con la conseguenza di creare una situazione di caos finanziario e amministrativo”. La motivazione principale dello squilibrio finanziario, come già segnalato dal Ragioniere Generale del Comune, Sebastiano Luppino, è la concreta applicazione delle norme sull’armonizzazione contabile. Norme che non consentono più l’utilizzo di avanzo libero di amministrazione e che, di fatto, obbligano i Comuni a prevedere un elevato fondo svalutazione crediti, fondo crediti ritenuto dal Comune stesso di dubbia esigibilità. Dal municipio viene poi ribadito che anche la proposta avanzata a suo tempo dall’ex assessore Antonino Manno di tagliare in modo lineare la spesa corrente “non rispettava gli elementari principi contabili e non ha mai trovato conforto nel responsabile del servizio di programmazione e bilancio, come dallo stesso, a suo tempo, precisato”.