Alcamo: Comune, conti in rosso

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Il Comune di Alcamo intrappolato dal suo passato, fatto di clientelismo e assunzioni a go-go. Ed oggi ne paga le conseguenze: numeri alla mano l’enorme plotone di dipendenti, precari e dirigenti. In tutto se ne contano ben 900, quindi significa uno ogni 50 abitanti, e costano ogni anno una enormità. I loro stipendi pesano sul bilancio dell’ente, secondo quanto si evince dalla relazione al bilancio di previsione 2012-2014, ben 16 milioni e 800 mila euro, vale a dire il 45,09 per cento dell’intera manovra finanziaria che è stata varata dal Comune che si attesta sui 37 milioni e 400 mila euro. Se nel passato questa condizione si poteva anche considerare sostenibile, grazie alla contribuzione a pioggia che arrivava puntuale ogni anno da mamma Regione e dallo Stato, ora invece i nodi stanno venendo al pettine. E Alcamo è uno di quei Comuni che più di tutti sta pagando il conto perché è tra quelli in Sicilia che ha tra i più alti tassi di dipendenti comunali in base al numero di abitanti. Il taglio dei trasferimenti di Stato e Regione, che oramai da tre anni si ripete puntualmente, sta mettendo letteralmente in ginocchio l’ente. Di certo il palazzo di città oggi non s può definire un’azienda nel verso senso della parola. Nel senso che non produce rispetto alle spese che affronta. In sostanza in termini di servizi il Comune spende tanto quanto per il personale, anzi anche qualcosina meno: esattamente 16 milioni e 400 mila euro. Oltretutto il taglio dei trasferimenti di Stato e Regione ha costretto il Comune a sua volta proprio a tagliare i servizi. Infatti nel 2011 il Comune di trasferimenti incassò un milione e 700 mila euro, nel 2012 poco meno di un milione e 100 mila euro, quindi un buon 40 per cento in meno. Minori introiti che si sono sostanzialmente riversati tutti proprio sul taglio ai servizi: nell’ultimo bilancio il Comune ha iscritto oltre 2 milioni di euro in meno in questa macrovoce. Nel quadro dei risparmi comunque c’è da sottolineare che nell’ultimo anno si è tagliato anche in termini di costi del personale, grazie soprattutto ai sopraggiunti pensionamenti. Il risparmio è stato di circa 850 mila euro, pari a quasi il 5 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Complessivamente la macchina burocratica ha operato, tenendo in considerazione tutti i capitoli di bilancio, un decremento di spesa corrente rispetto al 2011 del 9,25 per cento. Secondo quanto certificato dal ragioniere generale del Comune, Sebastiano Luppino, le previsioni finanziarie evidenziano in termini previsionali il rispetto degli obiettivi programmatici del Patto di stabilità grazie all’adozione di misure straordinarie consistenti non solo nei tagli ma anche per effetto delle alienazioni di alcuni beni di proprietà dell’ente.