Alcamo-Chiesa del Collegio, ispezione da parte del Demanio

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Un lungo sopralluogo effettuato da quattro tecnici del Demanio dello Stato per mettere a punto tutti gli interventi allo scopo di cercare di riaprire al più presto la chiesa del Collegio di Alcamo. L’ispezione ha riguardato non solo i cornicioni dai quali sono caduti calcinacci nella via Mazzini, alla fine dello scorso mese di novembre, ma anche sui muri nel lato ovest di una delle più grandi chiese di Alcamo. All’ispezione seguirà la relazione per poi stabilire gli interventi di manutenzione, quantificare i danni e poi cercare i finanziamenti. La chiesa del Collegio è di proprietà del Demanio dello Stato ma un atto del 1907 stabilisce che spetta alla chiesa l’obbligo delle spese per le opere della manutenzione. Il crollo di calcinacci avvenuto nella via Mazzini a causa del forte vento alla fine dello scorso mese di novembre. Una relazione dei vigili del fuoco, alla quale è seguita la chiusura dell’imponente costruzione della chiesa del Collegio dei Gesuiti di Alcamo. Fu iniziata nel 1684 e terminata nel 1767. Chiusura avvenuta meno di un mese fa. Nei giorni scorsi un incontro su tale vicenda si è svolto al monastero delle Benedettine di Alcamo tra il vescovo Pietro Maria Fragnelli, il sindaco Domenico Surdi, l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Russo e il rettore della chiesa padre Vito Filippi. Allo stato attuale le cerimonie religiose vengono officiate dal rettore padre Vito Filippi nell’attigua chiesetta di Gesù, Maria Giuseppe, conosciuta coma la Sacra famiglia, che ogni anno organizza il Patrocinio. Padre Filippi dice messa ogni pomeriggio alle 18 alla Sacra famiglia, preceduta da fedeli che recitano il Santo Rosario. E lo stesso padre Filippi lancia oggi un appello a tutte le istituzioni affinchè si impegnino e in tempi brevi vengano effettuati i lavori di manutenzione e quindi mettere in sicurezza la chiesa del Collegio per consentire la riapertura. I tempi della riapertura, comunque non sembrano brevi, perché prima occorrerà progettare gli interventi e poi reperire i fondi necessari per i lavori veri e propri. Ma chi dovrà sborsare i soldi?