Alcamo-Vigile urbano ubriaco, il prefetto gli revoca la qualifica di Ps

Costa cara una bravata ad un vigile urbano di Alcamo che perde la qualifica di agente di pubblica sicurezza per essere stato beccato alla guida di un’auto in stato di ebbrezza. Il prefetto di Trapani, con proprio decreto, ha revocato la qualifica all’agente di 52 anni che rimase coinvolto in un terribile incidente la notte di San Silvestro a cavallo tra il 2015 e il 2016. L’uomo andò a schiantarsi autonomamente con l’auto che stava guidando, una Pegeout, sul muro di contenimento della provinciale che porta ad Alcamo marina, all’altezza di contrada San Gaetano. Fu uno schianto terribile perchè il vigile urbano rischiò la vita. Riportò infatti diverse ferite e rimase per lungo tempo ricoverato all’ospedale di Villa Sofia: i primi giorni la prognosi rimase riservata per le gravi lesioni riportate, tra cui il perforamento di un polmone. Ad avere effettuato i rilievi dell’incidente furono i carabinieri che, come da prassi, fecero anche il test etilometrico: il vigile urbano, che era comunque fuori servizio quella notte, risultò positivo. Dall’alcol test i parametri erano superiori a quelli consentiti per legge. Per lui scattò contestualmente una denuncia alla Procura per guida in stato di ebbrezza e seguirono una serie di accertamenti: ora sta affrontando un procedimento penale al tribunale di Trapani. Nel frattempo, per questa violazione, la prefettura ha portato avanti l’iter revocando la qualifica di agente di pubblica sicurezza al vigile 52enne. Nel contempo in questi giorni il Comune ha completato le procedure attraverso gli uffici del Settore Affari generali che in seguito al provvedimento della prefettura hanno proceduto anche a revocare l’indennità di agente di pubblica sicurezza per l’anno 2016 pari a circa 300 euro che è la differenza tra chi ha la qualifica di Ps e chi non ce l’ha. Il vigile urbano, di conseguenza, non può più svolgere mansioni esterne in strada ma ricopre oramai soltanto funzioni di amministrativo all’interno del comando. Almeno sino a quando non si concluderà il processo a suo carico e a seconda di quale sarà il verdetto. Stessa sorte, ma per motivi ben diversi, capitò ad un altro agente di polizia municipale nel 2015: anche qui il prefetto gli revocò la qualità di agente di Ps. In questo caso l’agente era finito nei guai perchè nel 2014 aveva fatto volutamente allontanare, secondo l’accusa, una lavoratrice in nero durante una ispezione dei carabinieri all’interno dell’azienda per la quale lavorava la donna senza un regolare contratto.