Alcamo, caso Bertolino: Comune manda tutto alla Corte dei conti

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Non si chiude qui la vicenda relativa all’assunzione ritenuta irregolare da parte del Comune di Alcamo dell’architetto Carlo Bertolino a cavallo tra il 2013 e il 2014. La sentenza del giudice del lavoro di Trapani, che ha dato ragione al municipio contro cui erano stati chiesti i danni dallo stesso Bertolino, non fa calare il sipario sull’ennesimo caso venuta alla ribalta e che investe l’ente locale alcamese.

Il segretario generale del Comune Vito Bonanno, che ha rappresentato in giudizio il municipio, preannuncia ulteriori provvedimenti considerati consequenziali in casi come questi: “Sulla base della sentenza appena emessa dal giudice del lavoro – afferma – effettuerò le segnalazioni che doverosamente la legge prevede di effettuare in questi casi per valutare se sussistono gli estremi di danno erariale”.

Quindi qualcuno potrebbe pagare per quell’assunzione che fu fatta ai tempi del sindaco Sebastiano Bonventre. In pratica i magistrati contabili potrebbero anche esprimersi in materia e chiedere a funzionari e organi politici, a seconda delle eventuali responsabilità riscontrate, di restituire al Comune i circa 100 mila euro che l’ente locale dovette sborsare per pagare gli stipendi di Bertolino per un anno di incarico alla guida del Settore Urbanistica.

Una decisione che potrebbe scaturire proprio dal fatto che, sulla base della sentenza emessa dal tribunale del lavoro trapanese, l’assunzione sarebbe stata irregolare. Nel suo pronunciamento, infatti, il giudice Mario Petrusa in forza anche della documentazione prodotta dal segretario Bonanno, ha evidenziato che il Comune non avrebbe potuto assumere in quel periodo per effetto dello sforamento del patto di stabilità, cosa che avrebbe imposto al municipio di non poter dare anche solo temporaneamente incarichi.

Così il municipio alcamese ha evitato di dover sborsare qualcosa come 203 mila euro allo stesso professionista che aveva citato l’ente locale facendo leva su una norma che avrebbe imposto la sua assunzione per almeno tre anni. E’ stata quindi in toto rigettato la domanda risarcitoria avanzata da Bertolino. L’architetto aveva chiesto la cifra calcolando gli stipendi dei due anni non lavorati più la retribuzione di risultato spettante in quanto a capo di un settore.

Il giudice ha accolto la tesi difensiva del Comune di Alcamo: “Il contratto di lavoro – si legge nel dispositivo – è radicalmente nullo e, quindi, Bertolino non avrebbe dovuto conseguire da esso alcun vantaggio. Il ricorrente avrebbe potuto domandare solo il ristoro per la lesione da un’eventuale perdita di altre opportunità di lavoro ma tale domanda, però, non è stata formulata”.

Bertolino rimase per un anno a guidare uno dei settori tra i più delicati ad Alcamo, vale a dire l’Urbanistica, senza avere più rinnovato il contratto. “La sentenza – afferma il sindaco Domenico Surdi – aiuta a fare chiarezza su questa ennesima criticità che ci siamo trovati ad affrontare e, soprattutto scongiura un grave danno per le casse comunali”.