Alcamo-Candidature a sindaco e il valzer delle liste

Il mosaico delle candidature a sindaco di Alcamo si va lentamente completando. In quattro hanno ufficializzato di essere già ai blocchi di partenza pronti a scattare anche perché lo starter, in questo caso la Regione, ha già fissato le date della tornata elettorale: 5 e 6 giugno, ballottaggi 19 e 20, due giornate quest’ultime che coincidono che la Festa della Madonna. Dicevamo già quattro i candidati ufficiali: Vincenzo Cusumano con due liste Pd e Città attiva della quale lo stesso Cusumano, il primo ad aprire una sezione con sede nel viale Europa, è il principale esponente. Antonino Vallone per Progetto Alcamo. Sebastiano Dara per Abc e ieri Domenico Surdi per il Movimento 5 stelle. Da ufficializzare le candidature di Alessandro Calvaruso e di Saro Lauria, che avrà l’appoggio di tutto il centrodestra. E siamo a sei ma il mosaico sindacature è ancora da completare. Cosa faranno i vari Mimmo Turano, Giacomo Scala, Il Psi, il gruppo di Ruggirello? Non staranno certamente a guardare perché sono al lavoro con incontri ravvicinati di vario tipo per presentarsi più che mai competitivi. Stenta comunque a decollare l’intesa Turano (Udc)- Giacomo Scala (Sicilia futura)- Franco Rimi (Nuova presenza). Ieri Mimmo Turano si è limitato telegraficamente solo a dirci: “Bella candidatura quella di Surdi. Noi stiamo lavorando”. Manca ancora un altro candidato: quello del Psi quasi sicuramente in campo assieme al gruppo di Rugirello dove il candidato a sindaco dovrebbe essere l’avvocato Giuseppe Benenati, appoggiato, forse da tre liste. Ma su tale scelta qualche componente del direttivo del Psi, eletto mercoledì scorso, si appresta a dire: “Dobbiamo parlare e valutare bene”. Allo stato attuale dovrebbero essere otto i candidati a sindaco due dei quali Domenico Surdi e Alessandro Calavaruso si presenteranno alla città il prossimo tre aprile. Comunque presto potrebbe spuntare un nono candidato che rappresenterebbe un gruppo cattolico, vicino ad alcune parrocchie locali. Alessandro Calvaruso lavora su quello che definisce: “un programma tecnico basato su ciò che si può e si deve fare partendo dalla riorganizzazione dell’apparato amministrativo-burocratico del Comune per renderlo efficiente”. Lo stesso Calvaruso ha lanciato un appello a moderare i toni della campagna elettorale. A confrontarsi sui programmi. A non considerare nemico il concorrente ma avversario politico. Insomma evitare quei veleni che hanno ammorbato l’ultima campagna per le comunali, che si è portata dietro una scia, durata quasi tre anni di polemiche, e scontri al vetriolo. I movimenti o liste civiche non presenti all’Assemblea regionale debbono raccogliere 500 firme per potere partecipare alle amministrative. Un’impresa certo non facile così come molti avranno difficoltà a trovare candidati consiglieri, cosiddetti forti, capaci cioè di portare parecchi voti al mulino di partiti, movimenti e liste civiche per superare la soglia di sbarramento del 5 per cento. Saranno oltre 300 i candidati a contendersi i 24 scranni al Palazzo di città. Le elezioni comunali sono quasi sempre atipiche perché entrano in gioco tantissimi fattori, ma anche se il vento oggi è cambiato, in pole position rimangono gli organizzatori di corsi di vario genere, patronati, sindacati, chi ha una vastissima parentela anche se capitano pure lotte fratricide per la presenza in schieramenti diversi.