Alcamo-Candidatura a sindaco di Abc, Sebastiano Dara presenta il programma

“Si alla proposta. No alla protesta”. Esordisce con questa frase ribadendola più volte l’avvocato Sebastiano Dara, candidato a sindaco di Alcamo per Abc, nel suo intervento che ha concluso la manifestazione di presentazione. La manifestazione si è svolta, ieri pomeriggio, in un teatro “Cielo” stracolmo di persone. Un segnale forte quello di Abc, movimento che è stato l’ultimo in ordine di tempo nel presentare ufficialmente alla città il candidato primo cittadino. Ma certamente nei primissimi posti, forse sul gradino più alto del podio in rapporto alle presenze al teatro “Cielo”. Toni pacati ma decisi quelli dell’avvocato Sebastiano Dara durante la sua disamina politico-amministrativa e nell’illustrare il programma tracciando anche un bilancio dei tre anni di esperienza del gruppo Abc nella sala consiliare. Il sipario si è alzato con la presentazione da parte di Paola Messina, coordinatrice del movimento e poi a seguire i vari interventi tra i quali quelli di Mauro Ruisi, designato vice sindaco, di Ginò Pitò designato assessore, entrambi comunque in corsa per il consiglio comunale. Una squadra composta da una cinquantina di persone dietro a Sebastiano Dara durante il suo intervento. Quella squadra che andrà a comporre le due liste di appoggio al candidato sindaco. Già ci sono i 48 nominativi ma ora Abc sta studiando strategicamente come inserirli in modo da cercare di superare la soglia di sbarramento del 5 per cento. Il programma è stato letto da tre componenti di Abc mentre Sebastiano Dara ha poi via via illustrato quello che intende fare. A partire dai costi della politica, alla pedonalizzazione del centro storico. Alla predisposizione del bilancio di previsione nei tempi giusti per far funzionare la macchina amministrativa. E poi gli interventi che Abc intende fare per Alcamo Marina, cultura, agricoltura, rifiuti, servizi in rete e così via. Otto i candidati a sindaco e attenzione proiettata al completamento delle liste che si possono presentare dal 5 all’undici maggio. Si voterà solo in una giornata: il 5 giugno e il 19 per l’eventuale ballottaggio. Ma quante saranno le liste?  Due come dicevamo per Abc a sostegno di Sebastiano Dara. Due per Mariella Grimaudo. Due per Giuseppe Benenati. Due per Saro Lauria. Una per Alessandro Calvaruso, Antonino Vallone, Domenico Surdi. Per quanto riguarda il Pd la decisione se fare una o due liste di appoggio a Vincenzo Cusumano sarà presa domani sera lunedì. Ma l’orientamento è quello di farne una forte. Una lista dell’Udc di Mimmo Turano alleato col Pd. Probabili comp0lessivamente 13 liste per un totale di 312 candidati al consiglio comunale. Accordo che ha creato non poche perplessità tra i democratici alcamesi per le dichiarazioni rese da alcuni esponenti: “Né con Scala, né con Turano”. In politica spesso è meglio tacere perché troppi sono i giravolta ai quali gli stanchi elettori sono abituati. Così come può succedere  che un movimento, i cinque stelle, che hanno regole rigide sulle candidature vengono superate ad Alcamo. Basta scorrere i nominativi. C’è in lista tra i 24 pentastellati un consigliere uscente proveniente da un movimento. C’è un candidato già presente nelle liste comunali dei Verdi e già membro per cinque anni della commissione edilizia. C’è un candidato già in corsa alle regionali col Cantiere popolare. Forse sarebbe meglio non parlare spesso di verginità poiché in quasi tutte le liste ci sono figli, mogli, nipoti e famigliari di consiglieri uscenti e che, dopo un periodo di stand bay, tornano in campo per quella che si può definire una campagna elettorale atipica perché si incrociano tantissime situazioni. Chiaramente purtroppo risultano avvantaggiati i gestori di apparati di vario genere: dai patronati ai sindacati. Dagli organizzatori di corsi per indossare una divisa del ministero dell’ Interno ad altri corsi per cercare un agognato posto di lavoro. Ma perché fino ad oggi nessuno degli otto candidati a sindaco ha parlato di lavorare nella direzione di riscoprire mestieri manuali, capaci di creare occupazione. Secondo recenti statistiche in Italia sono disponibili quasi un milione di posti in tanti settori: sarti, calzolai, saldatori, meccanici, elettricisti, marmisti,  restauratori, agricoltori, falegnami, tornitori, muratori ebanisti e tanto altro. Perché non  riaprire le scuole di arti e mestieri? Le attività manuali oggi, grazie alle tecnologie, non sono pesanti come un tempo e bisogna puntare alla riscoperta della cultura del lavoro.