Alcamo-Caffè letterario, riapertura ad un passo

Sempre più vicina la riapertura del “caffè letterario” ad Alcamo. Proprio in questi giorni il Comune ha provveduto a completare l’iter per la registrazione della locazione del contratto dell’immobile con l’aggiudicataria dell’avviso pubblico, l’alcamese Valentina Favara. A questo punto dovrebbe davvero essere ad un passo la conclusione del procedimento burocratico e quindi si potranno riaprire i battenti di quello che dovrebbe rappresentare un luogo principe dell’aggregazione giovanile nel cuore del centro storico della città. Da tale operazione il municipio incasserà 15 mila 390 euro all’anno. Torna quindi a rivivere la struttura che già una prima volta venne assegnata, sempre attraverso avviso pubblico: gestione che però è durata soltanto qualche mese prima della rinuncia dell’affidatario. E’ seguito un lungo periodo di chiusura e adesso la nuova aggiudicazione sotto la gestione del commissario del Comune, Giovanni Arnone, letteralmente sepolto da polemiche e stoccate velenose. Tanti gli spunti da cui sono scaturite queste critiche: in primis il fatto che tale bando è stato pubblicato da un commissario, mentre da più parti era stato sollecitato che si soprassedesse sull’aggiudicazione per questo periodo sino a nuove elezioni. Per molti dietro a questa operazione ci potrebbero essere appetiti elettorali. Si è entrati però anche nel merito del bando che non da alcun vincolo all’aggiudicatario di rivitalizzare il locale, che sovrasta l’atrio del Collegio dei Gesuiti. In buona sostanza il nuovo gestore non avrà obblighi riguardo alla creazione di eventi culturali, sociali o artistici. I vincoli effettivamente sono pochi: in pratica la locazione per almeno 6 anni con eventuale rinnovo per altri 6 anni; è fatto divieto al concessionario di sublocare, o comunque cedere a qualsiasi titolo, anche gratuitamente, l’immobile senza autorizzazione per iscritto del Comune. Si dovranno mantenere in buona condizione tutti i locali, compreso l’atrio esterno e farsi carico dell’allacciamento e dei costi dell’energia elettrica, del canone idrico e di tutto il resto. Da più parti fu avanzata, prima dell’aggiudicazione, la richiesta al commissario di ritirare il bando e sostanzialmente per lo stesso motivo: dare al nuovo governo cittadino la legittimità di potere fare un’adeguata scelta mentre con l’attuale provvedimento si andranno a condizionare le future amministrazioni che dovranno adeguarsi sulla base di questo bando commissariale.