Alcamo, business migranti: Norino Fratello davanti al gip nega tutto

Ha negato tutto davanti al gip di Trapani Norino Fratello. Tutte le accuse che gli sono state contestate le ha categoricamente “smentite”. Non ha confermato una sola delle contestazioni che la Procura ha avanzato a seguito dell’operazione “Brother” su un presunto business dei centri migranti nella provincia trapanese con sullo sfondo anche la bancarotta fraudolenta.

Ma è andato oltre l’ex parlamentare alcamese: ha reso delle dichiarazioni che adesso sono al vaglio degli inquirenti. Ovviamente sul contenuto massimo riserbo da parte degli inquirenti almeno sino a che non si faranno questi accertamenti. Fratello, 64 anni, è in carcere da giovedì scorso. La sua “cricca”, o presunta tale, invece ha evitato la galera almeno per il momento: ad essere indicati come suoi fedelissimi Gaetano Calvaruso, 61 anni, commerciante ed ex vicepresidente del consiglio, e Davide Amodeo, imprenditore di 29 anni, entrambi ai domiciliari, mentre Salvatore Fratello (fratello di Onofrio, ndc), 46 anni, ha l’obbligo di dimora ad Alcamo. Calvaruso ed Amodeo saranno sentiti lunedì prossimo dal Gip.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali fanno emergere uno spaccato in cui Fratello sarebbe il dominus di un sistema senza scrupoli che sfruttava il fenomeno dell’accoglienza dei migranti allargando un pò in tutta la provincia strutture che potessero intercettare i cospicui fondi del ministero dell’Interno per garantire ovviamente assistenza agli extracomunitari sbarcati e in attesa del riconoscimento del loro status.

Per riuscire in questo si è avvalso di persone compiacenti, secondo la certosina ricostruzione dei carabinieri, che facessero da prestanome e gli permettessero di superare due ostacoli: uno era quello del limite legato alla sua condanna in via definitiva nel 2006 per associazione mafiosa; l’altro era di carattere tributario: non intestandosi nulla di conseguenza non c’era nulla da versare al fisco. Ciò che salta fuori è che Norino Fratello dettava assoluta legge: da lui i lavoratori si “raccomandavano”, e sempre lui distribuiva compiti e attività da portare avanti.

Aveva il potere con uno schiocco di dita di aprire e chiudere le cooperative sociali, tra licenziamenti e nuove assunzioni. Non solo: i carabinieri hanno anche documentato una serie di manovre illecite attuate da Norino Fratello con la complicità dei soggetti a lui vicini, finalizzate ad alienare beni e servizi di una società dib gestione di una struttura sportiva di sua proprietà, dichiarata fallita nel 2015 ad altra società da lui costituita ed intestata ad uno dei complici con l’esclusiva finalità di eludere la normativa fallimentare, integrando così la condotta di bancarotta fraudolenta per distrazione.