Alcamo: bici elettriche entrano in funzione?

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Per la Alcamo ecologica sembra che si sia arrivati ad una concreta svolta. Dopo gli annunci e i puntuali buchi nell’acqua, gli sprechi di denaro pubblico e le polemiche, adesso pare si sia arrivato al dunque seppur con qualche dubbio che continua ad aleggiare. E’ proprio di questi giorni la determina del Settore Servizi al cittadino, Ambiente e Sviluppo economico che ha liquidato alla ditta “Non solo bici” di Pizzitola quasi 5 mila euro per l’installazione delle batterie necessarie su 27 bici elettriche. Segno che quindi si stanno finalmente attivando queste due ruote che dovrebbero essere al servizio dei cittadini e soprattutto dei turisti. Una storia intricata questa delle bici elettriche. Acquistate per circa 200 mila euro due anni or sono, con fondi in parte comunali e in parte provenienti dall’Unione Europea, insieme a motorini e anche ad un autobus anch’esso elettrico, non sono praticamente mai entrate in funzione. Succede così che le batterie che alimentano questi mezzi nel tempo si guatino, proprio perché mai caricate ed entrate in funzione. E così tutto finisce nel dimenticatoio. Ora il neosindaco Sebastiano Bonventre, in carica da poco meno di un anno, ha promesso di rispolverare i mezzi nel quadro di un vecchio progetto di bike sharing, approvato preliminarmente dalla passata amministrazione comunale. Il bike sharing (condivisione della bicicletta), è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche e prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette pubbliche. Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con un’apposita tessera. Il quesito oggi è essenzialmente uno: queste biciclette dove dovrebbero circolare? Liberamente in mezzo al traffico cittadino o in un apposito percorso ciclabile? Ovviamente la domanda è assolutamente retorica. Effettivamente l’attivazione di queste biciclette elettriche era connesso alla creazione di un percorso della pista ciclabile che avrebbe dovuto interessare piazza Falcone Borsellino, via Cannizzaro, corso San Francesco di Paola, via Pia Opera Pastore, piazza Pittore Renda, l’inizio di viale Italia, via Gaetano Martino e via Padre Pino Puglisi. Una seconda pista ciclabile si sarebbe dovuta attivare in corso VI Aprile e sappiamo in questo caso come è andata a finire. I cordoli sono stati installati e nell’arco di un paio di mesi rimossi a seguito di un’infinità di polemiche. Ovviamente anche dell’altra pista ciclabile neanche l’ombra. Proprio recentemente la questione è stata nuovamente sollevata in consiglio comunale e le aspre critiche non sono mancate all’indirizzo dell’assessore all’Ambiente Massimo Fundarò e non soltanto per il cordolo ma anche per il mai attuato progetto delle bici elettriche.