Alcamo-Banca don Rizzo, scatta un’ispezione della Banca d’Italia

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Gli ispettori della Banca d’Italia sono tornati, in questi giorni,  a spulciare tra  le carte della Banca di credito cooperativo don Rizzo di Alcamo.  Non si esclude che siano verifiche di routine, per rendersi conto del lavoro fin qui svolto dalla  nuova gestione, sfociata un anno fa con l’elezione dell’intera governance dell’ istituto di credito, dal presidente, al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale. Nuova governance alle prese anche con l’acquisizione della Bcc di Paceco.  Con l’ispezione, quindi,  molto probabilmente la Banca d’Italia intenderebbe verificare un anno di attività della nuova amministrazione, impegnata nel piano di rilancio, che passa anche attraverso il pensionamento di 28 dipendenti entro la fine del prossimo anno, alcuni con accompagnamento. Già 15 impiegati della banca don Rizzo sono andati in pensione. Ricordiamo che il nuovo consiglio venne eletto nel novembre dello scorso anno, dopo la chiusura anzitempo della esperienza della precedente amministrazione. Durante la precedente ispezione i tre funzionari della Banca d’Italia esaminarono il periodo che va dal 2010 al luglio del 2015.   In questi cinque anni sarebbe stato accertato un deficit di cinque milioni di euro. Sempre a seguito di tale ispezione vennero inflitte una serie di sanzioni amministrative pecuniarie all’ex amministrazione della don Rizzo, tra cui 47 mila euro  per carenze nei controlli nel settore antiriciclaggio nella persona del suo legale rappresentante pro tempore.  Lo scorso sei novembre si era riunita l’assemblea dei soci per la presentazione del piano di rilancio e per l’acquisizione della Banca di credito cooperativo di Paceco. Progetto che sarebbe stato congelato dopo che la Bcc di Paceco è finita, sotto amministrazione giudiziaria per un periodo di sei mesi, per presunte, secondo l’accusa, infiltrazioni mafiose e massoniche e per violazioni delle norme anti riciclaggio. Va inoltre detto che nel passato anche recente le difficoltà per la Banca don Rizzo sono insorte dopo l’imposizione della Banca d’Italia di acquisire altre Bcc, operanti nel territorio. Oggi la don Rizzo ha 17 sportelli, 111 dipendenti e oltre tre mila soci.