Alcamo, avvocato condannato per calunnia: 2 anni e pena non sospesa

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Due anni per calunnia. Diventa definitiva la condanna per l’avvocato alcamese Josè Libero Bonomo, 50 anni, finito sotto processo in seguito alla causa intentata da un suo cliente che si accorse che un ricorso a sua difesa non fu mai presentato nonostante pagò regolarmente la parcella. Alla fine però dei tre capi di imputazione iniziali (vi erano anche infedele patrocinio e truffa ma questi andarono in prescrizione già in fase di appello, ndc) ha retto solo la calunnia. Vittima di questo raggiro Giacomo Asaro di Castellammare del Golfo il quale si rese conto che mai sarebbe stato presentato dal suo legale, per l’appunto Bonomo, un ricorso di Cassazione per una causa civile. La sentenza di condanna è stata emessa dalla Suprema Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso ritenendolo “inammissibile”, lasciando quindi immutata la condanna di appello. Al legale non è stato concesso il beneficio della pena sospesa anche se potrà eventualmente godere di tutti i benefici previsti dalla legge in caso faccia richiesta di scontare la condanna con pene alternative alla detenzione: “Questo perchè – sostiene l’avvocato Corrado Sinatra del foro di Palermo che in questa causa ha difeso Asaro – il giudice ha riconosciuto la gravità dei fatti dal momento che tra Bonomo e il mio assistito vi era un rapporto fiduciario”. Una vicenda che è sfociata anche in risvolti clamorosi. Infatti Bonomo presentò nei confronti del suo oramai ex cliente addirittura una denuncia per tentata estorsione sostenendo che le accuse a lui rivolte erano state intentate con l’obiettivo di estorcergli denaro. Denuncia che però non ebbe mai seguito e che fu archiviata dal gip, evidentemente perchè non furono riscontrati elementi probatori. Nel frattempo però Asaro fece una controdenuncia per calunnia contro quello che era il suo avvocato di fiducia che è confluita in un unico troncone processuale conclusosi oggi. Le accuse di truffa e infedele patrocinio sono cadute per effetto della prescrizione del reato: i fatti collegati a quella famosa sentenza non impugnata da Bonomo risalgono a molti anni fa e dunque il tempo ha giocato in favore della difesa. Il legale alcamese venne condannato in primo e secondo grado, anche se per l’appunto in appello essendo andate in prescrizione due accuse la pena venne ridotta dagli iniziali 3 anni e mezzo a due anni. Nonostante il pronunciamento della Cassazione, le cui motivazioni saranno depositate prossimamente, Bonomo non si dà per vinto: “Presenteremo ricorso alla corte di giustizia Europea”. Difatti agli atti acquisiti in questo processo figura una mail che sarebbe stata inviata dall’avvocato ad Asaro in cui verrebbe certificata la presentazione del ricorso che in realtà non avvenne mai. A detta di Bonomo quella mail non partì mai dalle sue mani tanto da aver presentato una denuncia alla polizia postale contro ignoti per “pirateria informatica”. “Questa mia denuncia è ancora in corso e appare paradossale che prima ancora che si chiuda tale aspetto si sia espressa la Cassazione” attacca il legale alcamese.