Alcamo, aumento tariffe impianti sportivi: la rivolta delle società

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Dall’1 aprile scorso sono entrate in vigore le nuove tariffe per la fruizione degli impianti sportivi determinate con un apposito decreto del sindaco Domenico Surdi dopo essere passate anche attraverso il consiglio comunale il quale ha approvato un emendamento per abbassare le iniziali previsioni di copertura dei costi. Nonostante questa manovra, che ha comportato la conseguente determinazione delle tariffe, la proporzione resta comunque alta: si parla di rialzi delle tariffe in molti casi anche del 300 o 400 per cento. Situazione che ha scatenato un vero terremoto con le società sportive che ad una ad una stanno minacciando di abbandonare l’attività. Lo hanno già fatto ufficialmente la Th Alcamo, che gioca nel campionato di A-2 di Pallamano, a voler citare i professionisti, ma anche l’Avatar e l’Asd Libertas che fanno attività di basket, e l’Asd Alcamaq che invece orbita nel mondo della pallavolo. Pressochè unanimi le motivazioni: “Si sospende fino a nuovo avviso le attività sportive in programma. Il motivo della sospensione è l’aumento delle tariffe per gli impianti sportivi volute dal comune di Alcamo. Per la prima volta ci si trova in difficoltà serie nell’affrontare determinate spese”. “Non possiamo sopportare tali aumenti” commenta Salvatore Perricone dell’Avatar. A fargli da eco Benedetto Randes, tecnico della Th: “‎Alcamo rischia concretamente di perdere le sue migliori realtà sportive – sostiene – a causa dell’aumento sproporzionato delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi. Con le stesse ore di utilizzo dell’impianto per la prossima stagione dovremmo sobbarcarci di sole spese per l’utilizzo della palestra ben oltre 6 mila euro”. In ballo ci sono anche e soprattutto le attività giovanili: “Si prega i ragazzi e le famiglie di rimanere in attesa di possibili soluzioni alternative per concludere la stagione” viene dichiarato dall’Asd Libertas. Ora anche a livello istituzionale si prova a fare pressione e lo ha fatto il consigliere comunale Gino Pitò che in una lettera ufficiale inviata al sindaco Domenico Surdi chiede di ritirare il decreto con il quale sono state stabilite le tariffe: “Gli aumenti in corso di annata sportiva – evidenzia – incidono in maniera devastante sui bilanci delle società sportive visto che non erano stati previsti nel momento della programmazione dell’annata sportiva. E’ necessario provvedere a rideterminare le tariffe solo a fine stagione sportiva e concertando, fin dove possibile, tali importi con le società per il tramite della consulta dello sport che non è stata interpellata in merito”. Prima tutti gli impianti indistintamente costavano 2,50 euro per ogni ora di utilizzo; ora invece le tariffe sono salite da 8 a 10 euro per l’utilizzo in ore diurne, quindi dalle 8 alle 20, e da 8 a 16 per le ore notturne: a questo va aggiunto il 22 per cento di iva. Altre tariffe invece per i singoli eventi sportivi, con tariffe che cambiano a seconda se è previsto un biglietto oppure se gratuito o a seconda del tipo di impianti utilizzato: si va dai 20 ai 320 euro in ore diurne, e dai 40 ai 480 euro in orario serale. Nonostante questi aumenti il Comune comunque riuscirà a coprire appena il 12 per cento dei costi di gestione per il mantenimento di tali strutture. C’è anche da dire che il municipio alcamese si sta allineando a quanto richiesto dalla Corte dei Conti che ha rilevato la troppo bassa percentuale di copertura dei costi e alla legge stabilita con decreto interministeriale che addirittura risale al 1983 e che prevede che vi siano delle tariffazioni per i servizi a domanda individuale, tra cui rientra l’impiantistica sportiva e non solo. “Si sana una situazione che era dovuta anche sulla base di una legge – si è giustificato l’assessore allo Sport, Vittorio Ferro – e comunque stiamo parlando di tariffe davvero basse rispetto agli impianti dati in affitto”.