Alcamo-Assolto ma tutto confiscato, la vicenda in Corte d’appello

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I poliziotti in tenuta anti sommossa, che manifestano un certo disagio, ma che debbono ubbidire agli ordini. Una coppia di coniugi sfrattati con la forza, fatti uscire praticamente in mutande. La scena lo scorso mese di marzo davanti ad una palazzina di tre piani al numero civico 23 C del viale Europa di Alcamo. Di quale colpa si sarebbero macchiati? Di nessuna poiché il capofamiglia una ventina di anni fa venne denunciato per associazione mafiosa, reato per il quale venne scagionato in tutti i gradi di giudizio. La vittima è un camionista in pensione: Mario Lipari 75 anni, nei confronti del quale venne eseguito un provvedimento di confisca dell’immobile. Italia ovvero nazione del diritto calpestato. La legge viaggia su due rette parallele che non si incontrano mai. Lo Stato ti assolve e quindi ti scagiona da ogni accusa. Dall’altro ti confisca la cosa più cara: ovvero l’abitazione realizzata con grandi sacrifici. E la casistica è piena di tali vicende, alle quali fino da oggi il legislatore non è stato in grado di porre rimedio. Un paradosso. Mario Lipari, 75 anni e la moglie Maria Vaccaro 73 anni, che soffre di gravi patologie anche cardiache, vennero buttati letteralmente in mezzo alla strada. Non poterono prendere nemmeno qualche indumento. Sono stati ospitati momentaneamente da alcuni parenti e poi in una casa in affitto. Una beffa. Uno shock per gli sfortunati protagonisti. Un dramma vissuto quotidianamente nella speranza di potere riavere la propria casa. L’inchiesta risale a 20 anni fa quando un pentito lo accusò di essere vicino alla famiglia dei Rimi. Mario Lipari finì alla sbarra. Ma i giudici lo scagionarono da quella accusa di mafia in tutti i gradi del giudizio. Per Mario Lipari e la sua famiglia iniziò una vera e propria via crucis. Cinque anni fa, infatti, gli venne confiscata la casa di villeggiatura di Alcamo Marina che è stata destinata per le vacanze di disabili. Sulla confisca dell’abhitazione del viale Europa pende un ricorso davanti la Corte d’Appello di Palermo. Il processo per la revoca della confisca sarà celebrato lunedì prossimo a Palermo e il difensore avvocato Saro Lauria lamenta che in primo grado vennero negati gli elementi di prova sullo status di Mario Lipari sperando ora che i giudici ribaltino quella sentenza, che appare ingiusta anche a coloro che sono digiuni in materia di diritto. Una decina di anni fa per rivedere questo paradosso giuridico: “Sei assolto ma ti confisco lo stesso i beni”, l’allora deputato e professore all’Università, Alfredo Galasso presentò un disegno di legge, rimasto sulla carta.