Alcamo: Area Democratica, tira vento di tempesta

Tira vento di tempesta all’interno del movimento civico Area Democratica dove non si trova ancora l’unanimità rispetto alla decisione da intraprendere per la posizione politica da assumere nei confronti del governo cittadino alcamese. L’assemblea convocata lo scorso 18 dicembre proprio per discutere di una definitiva fuoriuscita dalla maggioranza guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre non è bastata a dipanare i dubbi: non c’è nessuna dichiarazione ufficiale da parte dei vertici del movimento, né tantomeno alcun comunicato stampa. Un silenzio che racconta tanto e cioè che ancora ci sono delle trattative in corso per ricomporre la frattura che è stata annunciata dal gruppo consiliare all’indomani del consiglio comunale sull’assestamento di bilancio saltato a causa dell’assenza dei consiglieri, alcuni dei quali proprio di Area Democratica. A confermare che ancora si sta discutendo l’assessore comunale Antonino Manno.

Sotto questo aspetto, però, pare ci siano profonde divisioni all’interno di Area Democratica. Il consigliere Gaetano Intravaia spazza via ogni ipotesi di possibile riavvicinamento con il governo cittadino: “Per quanto riguarda la mia personale posizione – sottolinea – io non mi sento assolutamente vincolato da alcun rapporto con la maggioranza”. In realtà pare che non tutto il gruppo consiliare, formato da tre esponenti, abbia assunto la stessa dura posizione. Rispetto a questo contesto si potrebbe anche paventare una scissione interna al movimento se non si dovessero riuscire a smussare queste contrapposizioni. Area Democratica già da tempo aveva esternato dissenso rispetto a certe scelte del sindaco, tanto che nel febbraio scorso ritirò il suo unico assessore di riferimento dalla giunta, Gino Paglino, il quale si dimise. Nonostante ciò il movimento civico giurò comunque fedeltà alla maggioranza sino però al consiglio sugli assestamenti di bilancio, saltato per la mancanza del numero legale e per l’assenza di due dei tre consiglieri di Area Democratica. Un’assenza che fu vista come un dissenso aperto nei confronti della maggioranza e da qui sono nate delle schermaglie. Il finale pare che sia ancora tutto da scrivere.