Alcamo, anziani della RSA tutti negativi. A Salemi il sindaco mugugna

Nel giro di tre giorni hanno superato già quota mille i test sierologici effettuati al personale sanitario della provincia di Trapani, partendo da quello ospedaliero dei reparti più a rischio contagio, ma anche ad altre categorie quasi forze dell’ordine, lavoratori dei servizi essenziali e anziani. Proprio per le residenze che ospitano “nonni” e “nonne” è scattato negli ultimi tempi l’allarme dopo alcuni terribili focolai che hanno falcidiato gli anziani delle case di riposo. L’ASP di Trapani ha quindi già provveduto a fare i test nelle strutture convenzionate.

Ad Alcamo tutti i degenti e il personale della RSA Bonifato è stato sottoposto al test sierologico dopo prelievo del sangue. Non si è registrata alcuna positività. Nella struttura quini non esiste alcun focolaio e si potrà continuare a lavorare con maggiore serenità e sempre con le dovute precauzioni. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani si sta rivelando tra le prime in Sicilia nell’effettuazione dei prelievi e nella ricerca epidemiologica dei contatti dei soggetti risultati positivi. Il servizio di prevenzione malattie infettive ed epidemiologia, diretto da Francesco Di Gregorio e dal castellammarese Gaspare Canzoneri, sta mantenendo livelli elevati di operatività così come la task-force guidata da Mario Minore.

Nonostante questo il sindaco di Salemi, Domenico Venuti,   ha inviato una lettera, a tratti critica e polemica, alla direzione della sanità pubblica trapanese chiedendo la redazione di una relazione che possa “fornire un quadro più chiaro e completo” della situazione epidemiologica della cittadina belicina e che possa “offrire nuove indicazioni circa l’evoluzione futura della situazione sanitaria”. La richiesta è stata avanzata “con urgenza” dopo che Salemi è stata prorogata, come zona rossa, fino al 3 maggio.

Il primo cittadino chiede quindi all’Asp di fornire “elementi di conoscenza specifici” sulla diffusione del coronavirus dal momento che l’ultima relazione a lui pervenuta sull’indagine epidemiologica risale al 19 marzo. Nella stessa lettera Domenico Venuti evidenzia l’importanza di “incrementare” il numero dei tamponi sulla cittadinanza “con lo scopo di ampliare il quadro statistico dei dati a disposizione e venire a conoscenza della presenza o meno di nuovi focolai”. Il sindaco di Salemi lamenta poi che i dati sui tamponi analizzati siano finora stati trasmessi in modo “frammentario” e attraverso canali “informali”.

Tutte tematiche che potrebbero essere condivisibili anche se dal documento del sindaco di Salemi non si comprende bene quale sia l’apparato al centro delle sue rimostranze: l’ASP in genere o qualche servizio al suo interno? O la Regione che ha prorogati la “zona rossa” fino al 3 maggio?