Alcamo-Acqua, consiglio aperto al “Marconi”: mezzo flop, città assente

0
394

Chi si aspettava le masse e le folle inferocite ci sarà rimasto male. Il consiglio comunale aperto di ieri sera al centro congressi Marconi di Alcamo in cui si doveva discutere dell’emergenza idrica e della terribile estate di “sete” in città è stato un mezzo flop se analizzato sul piano della presenza della società civile. Uno sparuto gruppo di cittadini ha anche partecipato molto poco al dibattito, pur avendone la possibilità. Alla fine è parso più un consiglio comunale allargato ma nulla di più, con l’opposizione che in gran parte ha persino abbandonato la seduta prima della fine dei lavori disperdendosi tra i bar del centro cittadino. Sul piatto di interessante soltanto qualche sparuta proposta arrivata dai gruppi consiliari Abc e Alcamo cambierà e da Sicilia Futura. I due gruppi consiliari hanno illustrato la mozione che sarà discussa nel consiglio comunale del prossimo 5 ottobre in cui si impegna l’amministrazione comunale a dare vita ad una progettazione di I livello che possa portare al rifacimento di condotte e impianti idrici, ed alla richiesta da poter inoltrare a Regione, Stato ed Unione Europea di finanziamento. Duro il commento del consigliere comunale di Alcamo cambierà Gino Pitò: “Il programma dell’amministrazione comunale del Movimento 5 Stelle presentato in campagna elettorale sul tema del contrasto all’emergenza idrica – ha evidenziato – è per molti versi inattuabile. Noi vogliamo che il governo cittadino metta nero su bianco cosa intende fare concretamente a breve, medio e lungo termine”. A farsi avanti anche il segretario cittadino di Sicilia Futura, Massimo Melodia, che ha avanzato una serie di proposte: “Chiediamo fontane pubbliche, il recupero delle acque piovane e reflue per l’agricoltura, la pubblicazione costante delle analisi delle acque e distributori automatici di acqua naturale e minerale”. Tra gli interventi anche quello dell’ex consigliere per diverse legislature Ignazio Caldarella il quale si è messo a disposizione dell’amministrazione comunale per trasferire tutte le proprie conoscenze riguardo alla problematica dell’acqua in città: “Lancio un appello agli amministratori – ha aggiunto – affinchè non accendino un mutuo per eventualmente rifare la rete idrica, le finanze dell’ente non lo permetterebbero e il conto lo pagherebbero a caro prezzo i cittadini”. L’amministrazione comunale ha relazionato su quanto fatto in tema di emergenza idrica elencando una serie di interventi già messi in atto: “In atto ci sono massicci investimenti – ha evidenziato il sindaco Domenico Surdi -: forse questa non sarà la migliore amministrazione che ha avuto questa città ma abbiamo tenuto presente nella nostra agenda la possibilità che venissero spese le somme per l’efficientamento della sorgente di Cannizzaro. Voglio far presente che comunque il problema non è solo di quantità ma anche di distribuzione. Serve una manutenzione costante della rete e non mi risulta che negli ultimi 10-15 anni siano stati fatti interventi da chi ci ha preceduti. Molte proposte sono interessanti – ha concluso Surdi – altre hanno il sapore della campagna elettorale”. Duro anche il commento dell’assessore Vittorio Ferro riguardo alla vicenda della chiusura dei pozzi privati determinato dall’amministrazione per via della non potabilità dell’acqua: “L’amministrazione ha pubblicato un avviso lo scorso 7 luglio per verificare la disponibilità dei privati – ha polemicamente dichiarato – ma è andato deserto”.