Alcamo, abusivismo: ricorso respinto il comune chiede soldi o immobili

Nuovo capitolo nel lungo braccio di ferro tra il Comune di Alcamo e il comitato Articolo 25, formato da una folta schiera di persone che hanno realizzato immobili abusivi, ai quali sono stati sollecitati una serie di adempimenti. Cinquantasette  abusivi hanno sottoscritto, alcuni mesi fa, un atto di contestazione alle diffide, gli immobili sarebbero oltre 100 poichè alcuni sono fornati da più piani, che il Comune ora ha rispedito al mittente. “No alle demolizioni. No al pagamento di sanzioni ritenute elevate per l’occupazione da anni della propria abitazione abusiva. Si al pagamento di adeguati canoni di locazioni per continuare ad abitare l’immobile abusivo“.

Queste le richiesta formulate al Comune dal comitato, nato su iniziativa dell’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella, al quale ha aderito la Confartigianato, presieduta da Giuseppe Orlando. Gli abusivi hanno eletto il domicilio in via Rossotti e sono assistiti dagli avvocati Saro Lauria e Alessandro Finazzo che si preparano a mettere in atto le contromosse. Dopo un approfondito esame giuridico tra il segretario generale Vito Bonanno, il responsabile del settore Patrimonio, Sebastiano Luppino e il responsabile dell’Urbanistica Venerando Russo si è advenuto che le diffide sono legittime e quindi è stato respinto l’atto di contestazione.

Due i punti principali venuti fuori dagli incontri tra i tre dirigenti: 1) O l’immediata restituzione dell’immobile. 2) O il pagamento dell’indennità per come formulata dal Comune. Presto i promotori dell’Articolo 25 convocheranno un’assemblea per adottare eventuali contromisure.. “Valuteremo il da farsi – dice l’avvocato Alessandro Finazzo-. Ribadiamo comunque che la richiesta del canone di locazione è esosa e illegittima“.   Una serie di lettere sono state o stanno per essere recapitate alle persone che hanno firmato l’atto di contestazione e il Comune ribadisce le richieste fatte con le ordinanze di alcuni mesi fa. Ovvero: “la consegna di immobili realizzati abusivamente e il pagamento delle indennità di occupazione sine titulo, bene già acquisito al patrimonio comunale. La legge consente di continuare a fare utilizzare gli immobili ai proprietari nonostante fossero state già acquisite dal Comune, che può decidere di farlo oppure impiegarli per scopi sociali a fini pubblici.