‘Affari Sporchi”, riparte l’11 gennaio il processo contro Pasquale Perricone e altri 3 alcamesi

Con il nuovo anno, esattamente lunedì 11 gennaio, riprenderà il processo scaturito dall’operazione del 2016 ‘Affari Sporchi’ e che vede alla sbarra l’ex assessore e vice-sindaco di Alcamo, Pasquale Perricone, la cugina Maria Lucia Perricone, l’ex rappresentante legale’, ripartedella PromoSud Marianna Cottone e l’ex funzionario del centro per l’impiego Emanuele Asta, anche ex assessore democristiano del comune di Alcamo. Dinanzi al tribunale di Trapani, sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, corruzione, truffa ai danni dello Stato e dell’unione europea.

In particolare, con riferimento a quest’ultima accusa, secondo il pubblico ministero Rossana Penna, Perricone e gli altri indagati  avrebbero creato diverse società consortili al fine di partecipare ai bandi della Regione Sicilia nei settori della formazione e dell’apprendistato professionalizzante ottenendo quindi  fondi pubblici mediante emissione ed uso di fatture di operazioni inesistenti o documenti ideologicamente falsi fra cui preventivi di spesa, relazioni tecniche sull’attività svolta e rendicontazione dei progetti. Nell’ultima udienza si è parlato di quanto venuto fuori dal controllo di una corrispondenza fra la Promosud e il centro per l’impiego di Palermo cioè dei rapporti fra CEA, azienda storica dell’ex vice-sindaco, e PromoSud le cui le aule si trovano nello stesso edifico della cooperativa edilizia.

Secondo la Procura della Repubblica di Trapani, Pasquale Perricone, difeso dall’avvocato Giuseppe Benenati (quest’ultimo fra l’altro in in corsa come primo cittadino nel PSI proprio al momento degli arresti di ‘Affari Sporchi’), sarebbe stato anche presente negli uffici della CEA contestualmente all’inizio dei lavori di potenziamento del porto di Castellammare del Golfo, il cui cantiere è stato sequestrato nel 2010. Da questa operazione è scaturita poi l’indagine sulla cooperativa Nettuno culminata proprio nell’inchiesta “Affari Sporchi” di sei anni dopo.