Aeroporto di Birgi. Senza offerte per il nuovo bando.

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Il nuovo bando per l’aeroporto di Birgi, quello che avrebbe dovuto rilanciare lo scalo trapanese, ha fatto un clamoroso flop. Su 25 lotti e altrettante rotte,  solo per tre sono arrivate offerte e due di queste sono state ritenute anomale dalla commissione aggiudicatrice. Ok per la compagnia rumena Blu Air che ha presentato l’offerta soltanto per il Piemonte. Anormalmente basse, invece, le due proposte di Alitalia  per Lombardia e Lazio. Le offerte sono state quindi inviate al responsabile unico del procedimento per un’ulteriore valutazione, che verrà resa nota domani.  Non ha quini ottenuto particolari successi il cosiddetto comarketing, cioè la procedura aperta per la promozione e la comunicazione finalizzata ad aumentare le presenze turistiche. Le compagnie, cioè, si sarebbero dovute impegnare a sponsorizzare i 12 Comuni del Trapanese che hanno partecipato all’iniziativa, nei territori oggetto del bando. Quindi Alitalia lo dovrebbe fare nel Lazio e in Lombardia. E Blue Air in Piemonte, grazie all’offerta – ritenuta congrua – di 294mila euro.  I lotti messi a bando erano però 25, per un valore complessivo di 11 milioni e 200mila euro Iva esclusa. Nessuna compagnia ha quindi presentato offerte per gli altri 22 e quindi per collegare l’aeroporto Vincenzo Florio con Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Liguria, Umbria, Toscana, Veneto e Friuli, Belgio, Germania, Malta, Olanda, Polonia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito, Francia, Scandinavia e Repubblica Ceca. “Avvieremo adesso trattative private – dicono da Airgest, la società di gestione del Vincenzo Florio – per procedere alle assegnazioni mancanti. Stiamo studiando una soluzione per trattative dirette con le compagnie, sempre in linea col codice degli appalti». Intanto è in stallo la vicenda della  fusione con l’aeroporto di Palermo, tra Gesap e Airgest, di cui si parla da mesi. Sul flop del bando, molto duro il giudizio della Lega che con il suo responsabile regionale agli enti locali, Igor Gelarda, ha parlato di fallimento del bando, di incapacità manageriale dei vertici dell’Airgest, dal presidente ai componenti del consiglio di amministrazione, di condanna a morte per centinaia di imprese nate, cresciute e consolidate grazie ai flussi aerei dello scalo Vincenzo Florio.