Aeroporto Birgi-Quote, Castellammare e Alcamo tra le più “morose”

Alcamo e Castellammare del Golfo sono tra i principali “indiziati” nella provincia trapanese per il mancato rispetto dell’accordo di co-marketing che serve a garantire la permanenza di Ryanair all’aeroporto di Trapani-Birgi. Sono infatti tra i Comuni che hanno versato pochi spiccioli rispetto alla loro quota. In due dovrebbero garantire, iva compresa, quasi 220 mila euro l’anno, all’incirca il 10 per cento di quanto dovuto dall’intero territorio provinciale. Invece ad oggi, quando oramai l’anno è agli sgoccioli, di questi soldi ne sono stati appena versati 65 mila euro. Alcamo, che dovrebbe dare 73 mila e 200 euro, ha versato sino ad oggi solo 30 mila euro, vale a dire all’incirca il 40 per cento di quanto dovuto; peggio è riuscito a fare Castellammare del Golfo che della quota di 146 mila e 400 euro ha liquidato soltanto 35 mila euro, poco meno del 25 per cento. I dati sono stati resi noti dalla Camera di Commercio di Trapani che periodicamente pubblica il resoconto delle quote versate dagli enti locali, su cui il dito è puntato per i loro cronici ritardi. Da considerare che addirittura ci sarebbero Comuni che non avrebbero versato del tutto nemmeno le loro quote inerenti al 2014, come ad esempio Alcamo. “Ci resta da pagare ancora l’iva dello scorso anno più la restante parte della nota quota del 2015 – precisa il commissario del Comune di Alcamo, Giovanni Arnone – e lo faremo sicuramente nel momento in cui avremo approvato il bilancio. Ci sono delle difficoltà finanziarie a cui faremo fronte quando avremo lo strumento finanziario varato”. Polemico invece il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola: “Ryanair, con queste esternazioni di avere un rapporto più proficuo con l’aeroporto di Palermo, – sottolinea – probabilmente vuole essere provocatoria nei nostri confronti. Noi non ci stiamo anche perchè vorrei ricordare che i Comuni solo per spirito collaborativo si sono accollati di pagare questa somma. Infatti non abbiamo alcun legame con lo scalo di Birgi, men che meno territori come Alcamo e Castellammare che godono appena del 3,5 per cento del flusso degli sbarchi da Birgi in quanto siamo territorialmente più vicini all’aeroporto di Palermo”. Riguardo all’impegno economico Coppola però non si defila: “Questa mattina ho dato mandato agli uffici di liquidare altre 60 mila euro – precisa – e il resto comunque sarà pagato come da accordo non appena avremo il bilancio approvato. Le colpe però non possono essere addossate ai Comuni, che sono messi quotidianamente alle strette dai continui tagli, bensì alla Regione che avrebbe dovuto assumersi maggiori responsabilità”. Complessivamente mancano all’appello un milione e mezzo di euro su un totale di 2 milioni e 700 mila da versare a Ryanair. Il rischio è che la compagnia irlandese possa anche lasciare Trapani anche se recentemente ha confermato che non ha alcuna intenzione di abbandonare lo scalo di Birgi. Fino a quando però non si sa.