A dieci giorni dal ballottaggio riunioni e proposte ma anche rifiuti

    di Antonio Pignatiello

     

     

    A dieci giorni dai ballottaggi fremono le segreterie. Riunioni, discussioni, polemiche, botta e risposta e prese di posizione, oltre che fantasie politiche, si sprecano.

     

    A Trapani il ballottaggio tra Maurici e Damiano vede due schieramenti di centro destra mettersi uno di fronte all’altro e qui c’è da vedere quanto conterà Maurici, che ha un suo passato politico sostanzioso e quanto quello di Damiano, Generale dei Carabinieri in pensione con un passato alla direzione dei Servizi, che dietro ha però il Senatore D’Alì e l’ex sindaco Mimmo Fazio.

     

    A Marsala c’è da vedere cosa faranno alla fine Ombra e Adamo, e anche qui si parla comunque di due formazioni quasi di destra, mentre a Castelvetrano le polemiche non mancano tra Errante e Lo Sciuto.

     

    Ad Alcamo la situazione più controversa. A sorpresa, ma non tanto, arriva al ballottaggio Niclo Solina con la sua lista Abc, che rifiuta qualsiasi apparentamento, anche perchè la legge non lo consentirebbe. Inoltre manterebbe tre consiglieri e basta. Altri, però, esclusi dal ballottaggio, parlarebbero – nemmeno tanto velatamente – di appoggiare proprio Solina, visto che l’avversario per tutti è Sebastiano Bonventre ,che si presenta con 20 anni di amministrazione gestita da Nino Papania alle spalle, di Ferrara prima, e Scala dopo, e venti consiglieri eletti. Inoltre la legge dice anche che per i primi due anni il Consiglio Comunale non può tentare di sfiduciare il Sindaco. Sempre più certo comunque che i tre candidati sindaci esclusi dal ballottaggio dichiarino la loro indicazione verso Solina anche se non tutti ovviamente potrebbero seguire le indicazioni dei capi.

     

    Per il 20 maggio i giochi, insomma, non sono affatto fatti e si parla già di eventuali sorprese, e comunque nulla è deciso, anche perchè l’UDC e il PD hanno alleanze diverse in diversi comuni, specie tra Castelvetrano e Marsala, rispetto ad Alcamo, cosa che ha fatto saltare il preventivo accordo provinciale. Resta da vedere cosa faranno i cittadini, in considerazione del fatto che i consiglieri eletti si muoveranno, ma nulla si sa sulla posizione di quelli non eletti.