Partinico, massi a rischio sul Colle Cesarò

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    Il COC di Partinico (Centro Operativo Comunale), l’organo di coordinamento della Protezione Civile guidato dal sindaco, ha individuato alcuni massi a rischio nei pressi dei serbatoi d’acqua del Colle Cesarò. L’amministrazione ha presentato, come richiesto dalla Regione, il bando pubblico per la progettazione esecutiva immediatamente cantierabile del finanziamento di 900 mila euro già ottenuto dalla Giunta lo Biundo, per il terzo stralcio delle opere di messa in sicurezza di Colle Cesarò. Il sindaco Salvo Lo Biundo attacca duramente l’opposizione definendo come “futile strumentalizzazione politica contro l’incolumità dei cittadini, i tentativi inutili da parte di alcuni consiglieri comunali di bloccare il bando per far perdere il finanziamento” e risponde punto per punto ai rilievi tecnici sulla gara di evidenza pubblica sollevati in una lettera da otto consiglieri di minoranza (Aiello, Catalano, Ezio Lo Iacono, Lo Baido, De Gaetano, Giovia, Giuliano e Piero di Trapani). “L’opposizione tenta di speculare sulla pelle dei cittadini – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Pantaleo. Non si è mai visto un’opposizione schierarsi contro un finanziamento per la città. Le procedure sono state portate avanti seguendo fedelmente la legislazione in vigore, la minoranza dimostra scarsa conoscenza dei procedimenti amministrativi e si appiglia a pseudo tecnicismi inesistenti che oggi smontiamo con i fatti punto per punto”. ”Abbiamo riunito più volte il Coc sulla questione dei massi a rischio, sottolinea l’assessore alla Polizia Municipale Giacomo Russo. Le rocce sono state individuate nel sopralluogo successivo al terremoto effettuato assieme ai volontari dell’Organizzazione Europea di Protezione Civile. Due relazioni apposite sono state spedite al Dipartimento Regionale di Protezione Civile che viene aggiornato sulla situazione costantemente. “Abbiamo ottenuto il finanziamento necessario anche per la messa in sicurezza della parte finale del Colle Cesarò – ribadisce il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo. Da tempo stiamo concentrato i nostri sforzi politici ed amministrativi verso questa priorità per garantire l’incolumità dei cittadini. I massi a rischio testimoniano l’importanza di questa opera pubblica – conclude il primo Cittadino. I tentativi di strumentalizzazione dell’opposizione per far perdere il finanziamento saranno inutili, non si scherza con la salute dei cittadini”.

    Le risposte punto per punto alla lettera dell’opposizione:

    1)L’opposizione parla dell’esistenza di una lettera interlocutoria che da sola non attesterebbe la copertura finanziaria. Si tratta al contrario di un sollecito ufficiale nei confronti del Comune da parte della Regione per la realizzazione di un progetto esecutivo immediatamente cantierabile da presentare entro 90 giorni per erogare le somme stanziate pari a 900 mila euro.

    2)Inoltre, vista la situazione di rischio successiva al terremoto, il sindaco ha firmato un’ordinanza con cui ha dato mandato agli uffici di trovare comunque la copertura finanziaria per la progettazione, qualora il finanziamento per la progettazione tecnica che comunque è inserito nelle somme interessate, per qualsiasi disputa burocratico – interpretativa non venga erogato.

    3)I requisiti del bando pubblico sono criticati dall’opposizione che cita il mancato rispetto del Dpr 554. Questo Dpr è stato abrogato da due anni perché risale al luglio 2010. I nuovi criteri ormai sono interamente disciplinati dal Dpr 207, successivo e risalente al 5 dicembre del 2010 che supera già la norma citata dall’opposizione in quanto figura come regolamento attuativo della legge sugli appalti.

    4)Per la progettazione di questa opera servono un ingegnere e un geologo, la normativa prevede la possibilità di fare bandi separati per ciascuna tipologia professionale oppure un bando unico. Noi abbiamo scelto la seconda opzione che prevede la partecipazione di entrambi i professionisti, in ATI o in studi associati, per accelerare i tempi ed armonizzare la qualità della progettazione che fra due professionisti che collaborano tra di loro fin dall’inizio risulta essere certamente più qualificata. Mentre l’opposizione ha chiesto due bandi separati

    5)L’opposizione parla di anomalia nella seduta segreta prevista da parte della commissione per la valutazione dell’offerta tecnica. La riservatezza della seduta di commissione è prevista per legge e non esiste alcuna discrezionalità sull’argomento. Si tratta di una procedura standard applicata in casi simili ad esempio per Palazzo Bellaroto, ex Mattatoio e Piano Strategico. Ma l’opposizione in quei contesti non sollevò mai il problema.

    6)Infine, l’opposizione parla di un progetto definitivo già presentato nel 2007 che avremmo potuto utilizzare. Si tratta di un progetto stralciato, inapplicabile e non più finanziabile perché calibrato su alcune porzioni di montagna individuate inizialmente come a rischio elevato (zona rossa R3/R4) e successivamente declassificate per decreto regionale nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) come zone bianche a rischio non elevato.