Sanità, chiudono le scuole, sport in parte. Cinema e teatri?

Sono arrivate ieri sera le misure abbastanza rigide per fronteggiare l’elevata trasmissibilità del coronavirus.  Il decreto della presidenza del consiglio dei ministri è stato firmato nella serata di ieri ed ha disposto l’immediata chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, e delle università fino al 15 marzo prossimo. Anche il mondo dello sport è stato disciplinato dal governo. I campionati nazionali potranno andare avanti ma soltanto con gare a porte chiuse, dal calcio e fino alla pallamano. Ad Alcamo quindi il match di A2 maschile fra Th e Cus Palermo, in programma sabato al PalaGrimaudo, si giocherà senza presenza di pubblico. Il governo ha disposto che le squadre ospitanti, nella fattispecie la società dei fratelli Randes, dovrà appurare le condizioni fisiche di tutti coloro che giocheranno la partita, arbitri e ufficiali di campo compresi. Insomma le società sportive dovranno aprire un ramo sanitario o dotarsi, a proprie spese, dei termometri laser. Un po’ di ironia, per sdrammatizzare, non guasta. In Sicilia, sempre per parlare di sport, andranno avanti tutti campionati giovanili e dilettantistici ma a porte chiuse. La Fpav ha invece fermato nuovamente tutte le attività dei tornei di pallavolo e stessa sta facendo la FIp per quanto riguarda il basket. Si procede con difformità en ordine sparso anche per la prosecuzione degli allenamenti. A Trapani per esempio l’assessore Enzo Abbruscato ha già disposto la chiusura di tute le palestre, sia comunali che scolastiche, fino al 15 marzo, in concomitanza con lo stop nelle scuole.  Le disposizioni del consiglio die ministri riguardano anche teatri e cinema che potranno rimanere aperti purché in grado di far rispettare la distanza minima di sicurezza, quella di un metro. Ma a proposito di distanza come si andrà avanti nelle pizzerie ma anche in quelle professioni in cui la distanza fra operatore e cliente è molto ravvicinata, tipo parrucchierie e barberie. Nel caso della ristorazione 4 persone dovranno prenotare un tavolo almeno per dieci per stare distanti l’una dall’altra.?  Il gestore dovrà anche ampliare la distanza fra un tavolo e l’altro? E le mascherine devono essere indossate da chi, quando e come? Insomma in questa delicata emergenza Coronavirus, che non rappresenta certamente una catastrofe come potrebbe essere la bomba atomica, il nostro Paese e ritornato ad essere un’Italietta capace di creare confusone. Le scuole, tanto per dirne, una, ieri sera sono state messe al corrente della chiusura fino al 15 marzo e quasi tutte non avevano pronti gli strumenti per lezioni e attività didattica a distanza. Bisogna però rallentare i contagi per evitare che gli ospedali si ingolfino e che non ci siano più posti disponibili in terapia intensiva, quei reparti dove vengono ricoverate le persone che si ammalano di polmonite. Solo 5.000 posti in tutta Italia. E’ questa l’unica verità.